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	<title>Blog Limbiati Orologeria &#187; In Bici con il Mio Polar!</title>
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	<description>Novità riguardanti tutte le griffe di orologi e gioielli trattate nel nostro e-commerce.</description>
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		<title>Con Polar CS400 da Balmuccia a Carcorofo.</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Jan 2008 06:55:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[In Bici con il Mio Polar!]]></category>

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		<description><![CDATA[
E’ stato uno dei protagonisti assoluti della stagione scorsa dalle pagine del ns.Blog.
La Sua rubrica, In Bici con il Mio Polar, ci ha fatto conoscere le salite più belle ed affascinanti da cui concedersi panorami mozzafiato.
Lui, Medico specialista in Medicina Interna, si tiene in forma con la bicicletta con una passione a cui segue sempre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="lightbox" title="carcoforo_1.jpg" href="http://www.blog.limbiatiorologeria.it/img-orologi-gioielli/2008/01/carcoforo_1.jpg" rel="lightbox[pics]"><img class="imageframe imgalignleft" id="image635" height="152" alt="carcoforo_1.jpg" src="http://www.blog.limbiatiorologeria.it/img-orologi-gioielli/2008/01/carcoforo_1.miniatura.jpg" width="200" /></a></p>
<p>E’ stato uno dei protagonisti assoluti della stagione scorsa dalle pagine del ns.Blog.<br />
La Sua rubrica, <em>In Bici con il Mio Polar</em>, ci ha fatto conoscere le salite più belle ed affascinanti da cui concedersi panorami mozzafiato.</p>
<p><a title="Conosciamo il ns.GianLuca!" href="http://www.blog.limbiatiorologeria.it/in-bici-con-il-mio-polar/in-bici-con-il-mio-polar-computer-bike-e-ora-di-conoscerci" target="_blank">Lui</a>, Medico specialista in Medicina Interna, si tiene in forma con la bicicletta con una passione a cui segue sempre una personale sfida : le grandi salite da completare, da solo, senza mai mettere i piedi a terra !</p>
<p>Lo ha fatto curando la propria rubrica in ogni dettaglio e condividendo con noi i più bei panorami naturali, cornice dei laghi padani, le valli e le vette alpine…</p>
<p>Ad ogni salita ha fatto seguito una attenta analisi resa possibile dal <a title="Scopri questo prodotto!" href="http://www.limbiatiorologeria.it/product.asp?pid=3695" target="_blank">Polar CS400</a>, il Bike Computer di Polar nato per chi vuole migliorare ad analizzare al meglio le sue performance che grazie all’inclinometro consente anche di misurare la percentuale di pendenza del percorso in tempo reale ma non solo…il dislivello scalato, la frequenza cardiaca media durante l’ascesa, la pendenza media della salita, ecc…</p>
<p>Ne sono nate schede uniche, tecnico e descrittive da cui trarre preziose informazioni : ciascuna di queste è stata  valutata (da 0 a 10) in base alle pendenze, lunghezze, esposizione al sole, all’altitudine e alle temperature con suggerimenti in merito all’abbigliamento ed ai rapporti anteriori e posteriori minimi consigliabili.</p>
<p>Sempre con un occhio di riguardo alla cartografia consigliata per organizzare al meglio il tour per poi dare spazio ad altri dati tecnici come l’altimetria del luogo di partenza, quello di arrivo, la pendenza media e massima da affrontare, la lunghezza totale del percorso e un giudizio alle condizioni del fondo stradale.</p>
<p><span id="more-638"></span>Dopo la pausa legata al Natale ricomincia questa preziosa collaborazione con una salita dalle difficoltà ciclistiche minime, un ideale allenamento con cui iniziare la stagione ed allo steso tempo l’occasione per gustare pienamente il selvaggio ambiente naturale che la circonda.</p>
<p>E’ la salita verso <strong>Carcoforo</strong> in Val Sermenza,  valle laterale della Valsesia, nella provincia di Vercelli : un comune di soli 73 abitanti, posto ad una altitudine di 1304 metri, considerato secondo la rivista Airone il villaggio ideale d&#8217;Italia ed in passato Comune Italiano con il minor numero di abitanti in assoluto.</p>
<p><strong>Punteggi</strong>. Difficoltà 6,5. Valore paesaggistico 7.</p>
<p><strong>Equipaggiamento speciale</strong>. Giacca anti-vento per la parte iniziale della discesa. Zainetto idrico o borracce con capienza totale di 500 ml. Io ho portato anche il mio inseparabile <strong>Polar CS400</strong>, azzerando il chilometraggio e tarando l’altitudine a Balmuccia (560 m).</p>
<p><strong>Rapporti consigliati</strong>. La salita può essere affrontata senza preoccupazioni con un 34 anteriore e un 24 posteriore (o accoppiata equivalente).</p>
<p><strong>Descrizione del percorso</strong>. <em>In automobile</em>. Si raggiunge Borgosesia costeggiando la sponda ovest del Sesia (in pratica da Gattinara), in modo da non dover attraversare la cittadina. Si segue la tangenziale per Varallo / Alagna. All’uscita di Borgosesia, sul ciglio sinistro della strada, ci sono alcune piazzole ove è possibile lasciare l’auto. La salita inizia solo dopo Varallo, cosicché si hanno a disposizione circa 15 km per il riscaldamento.</p>
<p><em>In bicicletta</em>. Si segue sempre la SS 299 in direzione di Alagna. Giunti all’altezza di Varallo si prosegue sulla tangenziale e quindi, oltre Varallo, fino a Balmuccia. A questo punto si segue la deviazione sulla destra per Rima / Rimasco/ Carcoforo. A Rimasco, in pieno paese, al bivio per Rima / Carcoforo si prosegue sulla destra (Carcoforo). La salita, da questo punto, mantiene pendenze dolci e uniformi intorno al 6-7%.</p>
<p><a class="lightbox" title="carcoforo.jpg" href="http://www.blog.limbiatiorologeria.it/img-orologi-gioielli/2008/01/carcoforo.jpg" rel="lightbox[pics]"><img class="imageframe imgalignleft" id="image636" height="146" alt="carcoforo.jpg" src="http://www.blog.limbiatiorologeria.it/img-orologi-gioielli/2008/01/carcoforo.miniatura.jpg" width="200" /></a></p>
<p><strong>Dati tecnici</strong> (rilevati con Polar CS400). Salita da Balmuccia a Carcoforo (1304 m): lunghezza 17 km; pendenza media 4,2%; pendenza massima 12%; tempo necessario circa 1 ora. La temperatura a valle era di 25°C.</p>
<p><strong>Esposizione</strong>. La salita a Carcoforo, a partire da Rimasco, è in gran parte al sole.</p>
<p><strong>Punti di ristoro</strong>. Si incontrano fonti acqua sul margine destro della strada, all’uscita di Bettola, poi a Balmuccia (subito dopo la deviazione per Rima dalla SS 299), a Boccioleto, a Fervento e circa 1 km dopo Fervento. Inoltre nel pieno centro di Rimasco, proprio al bivio Rima/Carcoforo, a Ferrate e infine a Carcoforo.</p>
<p><strong>Traffico motoristico</strong>. Da Balmuccia a Rimasco è moderato; da Rimasco a Carcoforo scarso.</p>
<p><strong>Fondo stradale</strong>. Ottimo fino a Rimasco; buono da Rimasco a Carcoforo.</p>
<p><strong>Impressioni</strong>. La salita scorre tranquilla e uniforme tra i prati e le colline nella Val d’Egua, aperta e soleggiata. È una buona salita di allenamento con cui iniziare la stagione.</p>
<p><a class="lightbox" title="carcoforo.jpg" href="http://www.blog.limbiatiorologeria.it/img-orologi-gioielli/2008/01/carcoforo.jpg" rel="lightbox[pics]" /><a class="lightbox" title="carcoforo_2.jpg" href="http://www.blog.limbiatiorologeria.it/img-orologi-gioielli/2008/01/carcoforo_2.jpg" rel="lightbox[pics]"><img class="imageframe imgalignleft" id="image637" height="136" alt="carcoforo_2.jpg" src="http://www.blog.limbiatiorologeria.it/img-orologi-gioielli/2008/01/carcoforo_2.miniatura.jpg" width="200" /></a></p>
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		<title>Polar CS400 protagonista da Balmuccia a Rima.</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Dec 2007 05:34:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[In Bici con il Mio Polar!]]></category>

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		<description><![CDATA[
E’ una salita che scorre tranquillamente, uniforme e stretta nella Valle Sermenza, verso Rima passando da Balmuccia.
Pittoreschi abitati valsesiani, freschi boschi e prati dal verde sfavillante fanno da cornice ad una salita ideale per iniziare la stagione : dalle difficoltà ciclistiche minime, solo nel finale diventa impegnativa, è stata affrontata dal ns.GianLuca mai solo con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="lightbox" title="rima.jpg" href="http://www.blog.limbiatiorologeria.it/img-orologi-gioielli/2007/12/rima.jpg" rel="lightbox[pics]"><img class="imageframe imgalignleft" id="image607" height="114" alt="rima.jpg" src="http://www.blog.limbiatiorologeria.it/img-orologi-gioielli/2007/12/rima.miniatura.jpg" width="200" /></a></p>
<p>E’ una salita che scorre tranquillamente, uniforme e stretta nella Valle Sermenza, verso <strong>Rima </strong>passando da <strong>Balmuccia</strong>.</p>
<p>Pittoreschi abitati valsesiani, freschi boschi e prati dal verde sfavillante fanno da cornice ad una salita ideale per iniziare la stagione : dalle difficoltà ciclistiche minime, solo nel finale diventa impegnativa, è stata affrontata dal ns.<a title="Conosciamo il ns.GianLuca!" href="http://www.blog.limbiatiorologeria.it/in-bici-con-il-mio-polar/in-bici-con-il-mio-polar-computer-bike-e-ora-di-conoscerci" target="_blank">GianLuca</a> mai solo con il Suo Bike Computer <a title="Scopri questo prodotto!" href="http://www.limbiatiorologeria.it/product.asp?pid=3695" target="_blank">Polar CS400</a>.</p>
<p><strong>Punteggi</strong>. Difficoltà 6,5. Valore paesaggistico 7.</p>
<p><strong>Equipaggiamento speciale</strong>. Giacca anti-vento per la parte iniziale della discesa. Zainetto idrico o borracce con capienza totale di 800 ml. Io ho portato anche il mio inseparabile <a title="Scopri il Mondo di Polar Ciclyng!" href="http://www.limbiatiorologeria.it/productlist.asp?categoria=16&#038;subcat=52" target="_blank">Polar</a> CS400, azzerando il chilometraggio e tarando l’altitudine a Balmuccia (560 m).</p>
<p><strong>Rapporti consigliati</strong>. La salita può essere affrontata senza preoccupazioni con un 34 anteriore e un 25 posteriore (o accoppiata equivalente).</p>
<p><a class="lightbox" title="cartina-balmuccia-rima.jpg" href="http://www.blog.limbiatiorologeria.it/img-orologi-gioielli/2007/12/cartina-balmuccia-rima.jpg" rel="lightbox[pics]"><img class="imageframe imgalignleft" id="image606" height="200" alt="cartina-balmuccia-rima.jpg" src="http://www.blog.limbiatiorologeria.it/img-orologi-gioielli/2007/12/cartina-balmuccia-rima.miniatura.jpg" width="176" /></a></p>
<p><strong>Descrizione del percorso</strong>.</p>
<p><em>In automobile</em>. Si raggiunge Borgosesia costeggiando la sponda ovest del Sesia (in pratica da Gattinara), in modo da non dover attraversare la cittadina. Si segue la tangenziale per Varallo / Alagna. All’uscita di Borgosesia, sul ciglio sinistro della strada, ci sono alcune piazzole ove è possibile lasciare l’auto. La salita inizia solo dopo Varallo, cosicché si hanno a disposizione circa 15 km per il riscaldamento.<br />
<span id="more-609"></span><em>In bicicletta</em>. Si segue sempre la SS 299 in direzione di Alagna. Giunti all’altezza di Varallo si prosegue sulla tangenziale e quindi, oltre Varallo, fino a Balmuccia. A questo punto si segue la deviazione sulla destra per Rima / Rimasco/ Carcoforo. A Rimasco, in pieno paese, al bivio per Rima / Carcoforo si prosegue sulla sinistra (Rima). La salita diviene a questo punto più impegnativa, snodandosi con pendenze intorno all’8-10% nella valle del torrente Sermenza; gli ultimi 1500 m sono a tornanti, mai però troppo impegnativi.</p>
<p><a class="lightbox" title="rima-2.jpg" href="http://www.blog.limbiatiorologeria.it/img-orologi-gioielli/2007/12/rima-2.jpg" rel="lightbox[pics]"><img class="imageframe imgalignleft" id="image608" height="150" alt="rima-2.jpg" src="http://www.blog.limbiatiorologeria.it/img-orologi-gioielli/2007/12/rima-2.miniatura.jpg" width="200" /></a></p>
<p><strong>Dati tecnici</strong> (rilevati con <strong>Polar CS400</strong>). Salita da Balmuccia a Rima: lunghezza 17,7 km; pendenza media 4,8%; pendenza massima 14%; tempo necessario circa 1 ora e 10 minuti. Lunghezza dell’intero tour proposto circa 68 km, con dislivello totale scalato in ascesa di 1107 m. La temperatura a valle era di 27°C.</p>
<p><strong>Esposizione</strong>. La salita a Rima, a partire da Rimasco, è quasi tutta a cielo aperto; tuttavia, la particolare conformazione della valle fa sì che numerosi tratti risultino in ombra.</p>
<p><strong>Punti di ristoro</strong>. Si incontrano fonti acqua sul margine destro della strada, all’uscita di Bettola, poi a Balmuccia (subito dopo la deviazione per Rima dalla SS 299), a Boccioleto, a Fervento e circa 1 km dopo Fervento.</p>
<p><strong>Traffico motoristico</strong>. Da Balmuccia a Rimasco è moderato; da Rimasco a Rima scarso.</p>
<p><strong>Fondo stradale</strong>. Buono per tutto il percorso (è possibile la discesa veloce).</p>
<p><strong>Impressioni</strong>. La salita scorre tranquilla e uniforme nella stretta Valle Sermenza, le cui maggiori attrattive sono i pittoreschi abitati valsesiani intervallati a freschi boschi e prati dal verde sfavillante, e la possibilità di respirare <em>aria buona</em> grazie alla virtuale assenza di traffico motorizzato. È un’ottima salita di allenamento con cui iniziare la stagione.</p>
<p><a class="lightbox" title="balmuccia-rima.jpg" href="http://www.blog.limbiatiorologeria.it/img-orologi-gioielli/2007/12/balmuccia-rima.jpg" rel="lightbox[pics]"><img class="imageframe imgalignleft" id="image605" height="141" alt="balmuccia-rima.jpg" src="http://www.blog.limbiatiorologeria.it/img-orologi-gioielli/2007/12/balmuccia-rima.miniatura.jpg" width="200" /></a></p>
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		<title>Polar CS400 nella sfida al Passo del Mortirolo e della Foppa.</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Nov 2007 10:28:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[In Bici con il Mio Polar!]]></category>

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		<description><![CDATA[
E’ probabilmente la salita più tecnica che si possa immaginare, non per nulla definita la Regina delle Salite che richiama centinaia di appassionati che vengono da ogni parte d’Italia per misurarsi con questo distillato di perfezione tecnica.
Teatro di imprese entrate nella leggenda del ciclismo (quella di Marco Pantani, la fuga solitaria che staccò quotati avversari, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="lightbox" title="passo_del_mortirolo_3.jpg" href="http://www.blog.limbiatiorologeria.it/img-orologi-gioielli/2007/11/passo_del_mortirolo_3.jpg" rel="lightbox[pics]"><img class="imageframe imgalignleft" id="image570" height="150" alt="passo_del_mortirolo_3.jpg" src="http://www.blog.limbiatiorologeria.it/img-orologi-gioielli/2007/11/passo_del_mortirolo_3.miniatura.jpg" width="200" /></a></p>
<p>E’ probabilmente la salita più tecnica che si possa immaginare, non per nulla definita la <em>Regina delle Salite</em> che richiama centinaia di appassionati che vengono da ogni parte d’Italia per misurarsi con questo distillato di perfezione tecnica.</p>
<p>Teatro di imprese entrate nella leggenda del ciclismo (quella di Marco Pantani, la fuga solitaria che staccò quotati avversari, viene ricordata anche da una scultura che raffigura campione romagnolo durante uno scatto con le mani basse sul manubrio voltato a scrutare gli avversari) rimane una delle salite più dure d&#8217;Europa.</p>
<p>Protagonista di un precedente <a title="Il Passo del Mortirolo da Monno!" href="http://www.blog.limbiatiorologeria.it/in-bici-con-il-mio-polar/polar-computer-bike-in-salita-verso-il-passo-del-mortirolo" target="_blank">post</a> curato dal ns. <a title="Conosciamo il ns.GianLuca!" href="http://www.blog.limbiatiorologeria.it/in-bici-con-il-mio-polar/in-bici-con-il-mio-polar-computer-bike-e-ora-di-conoscerci" target="_blank">GianLuca</a> (affrontata partendo da Monno) ritorna sulla pagine del ns.Blog affrontata, sempre al fianco dell’inseparabile <a title="Scopri il Polar CS400!" href="http://www.limbiatiorologeria.it/product.asp?pid=3695&#038;pg=1&#038;vetrina=" target="_blank">Polar CS400</a>, partendo da Mazzo di Valtellina.</p>
<p><strong>Passo del Mortirolo e Passo della Foppa</strong> (da Mazzo di Valtellina)</p>
<p><strong>Punteggi</strong>. Difficoltà 9,5. Valore paesaggistico: 10.</p>
<p><strong>Equipaggiamento speciale</strong>. Giacca anti-vento per la parte iniziale della discesa (soprattutto se non c’è il sole). Zainetto idrico o borracce con capienza totale di almeno 1500 ml</p>
<p><span id="more-569"></span>(per la salita al Mortirolo; meglio 2000 ml per l’intero tour). Io ho portato anche il mio inseparabile <strong>Polar CS400</strong>, azzerando il chilometraggio e tarando l’altitudine a Mazzo di Valtellina (420 m).</p>
<p><strong>Rapporti consigliati</strong>. Considerando la lunghezza e le pendenze proibitive, questa salita non è consigliabile se non si è ben allenati e se non si dispone di un rapporto 34 anteriore e 30 posteriore(o accoppiata equivalente).</p>
<p><a class="lightbox" title="passo_del_mortirolo_5.jpg" href="http://www.blog.limbiatiorologeria.it/img-orologi-gioielli/2007/11/passo_del_mortirolo_5.jpg" rel="lightbox[pics]"><img class="imageframe imgalignleft" id="image572" height="196" alt="passo_del_mortirolo_5.jpg" src="http://www.blog.limbiatiorologeria.it/img-orologi-gioielli/2007/11/passo_del_mortirolo_5.miniatura.jpg" width="200" /></a></p>
<p><strong>Descrizione del percorso</strong>.<em>In automobile</em>. Provenendo da Tirano si può lasciare l’automobile appena fuori Sernio, in modo da disporre di circa 11 km per il riscaldamento, prima di iniziare la salita, a Mazzo di Valtellina. Provenendo da Bormio, sulla SP 27 in direzione di Sondrio, al km 12 si incontra una prima indicazione per il Passo del Mortirolo, appena dopo Tiolo, e un’altra ancora poco oltre, all’altezza di Grosio. Queste due strade confluiscono dopo meno di 2 km in un’unica via per il Passo del Mortirolo alternativa rispetto a quella più diretta che parte da Mazzo di Valtellina.</p>
<p>La variante di Tiolo/Grosio è caratterizzata anch’essa da tratti impegnativi, ma in minore misura, per pendenze e per numero, rispetto alla via di Mazzo, e, soprattutto presenta numerosi falsipiani che consentono di riposarsi. La confluenza delle due vie ha luogo a 2,5 km dal Passo. Chi vuole misurarsi con la via più difficile può quindi lasciare l’auto appena dopo Sondalo, ma devono evitare le due uscite sopra citate, superare Grosotto e raggiungere Mazzo di Valtellina. In questo modo si avranno a disposizione circa 9 km per il riscaldamento.</p>
<p><em>In bicicletta</em>. Appena dopo il Passo del Mortirolo si incontra il bivio per Monno (a sinistra) o Trivigno (a destra). La discesa per Monno (l’altro versante del Mortirolo) è molto suggestiva paesaggisticamente, ma giunti a Monno verrete convogliati sulla trafficatissima (e ciclisticamente per nulla interessante), SS 42 della Valcamonica, che dovrete percorrere fino a Edolo (5 km), per poi raggiungere Aprica dopo ulteriori 15 km di traffico automobilistico.</p>
<p>Al contrario, seguendo l’indicazione per Trivigno vi ritroverete in un paradiso terrestre, sospesi a 1850 m di altezza tra la Valtellina (a nord) e la Val di Còrteno (a sud), in perfetta solitudine, avvolti in una pineta per più di 15 km. Attenzione però, intorno al 12° km si incontra un bivio privo di segnalazioni e potenzialmente… letale: la strada sulla destra, in piano, porta a Trivigno (OK), quella sulla sinistra, in discesa, porta in Val Còrteno, verso a Edolo (da evitare !!!).</p>
<p>Le pochissime casette di Trivigno sono sparse qua e là in un arioso pianoro i cui prati, dal profilo dolce e ondulato, diffondono la loro luce fino al margine delle pinete. Superato questo splendore si torna nuovamente tra i mortali: 13 km di discesa tra i boschi per arrivare ad Aprica. La tratta da Aprica a Tirano è la dura penitenza per quanto si è goduto prima: traffico, motori, rumore….</p>
<p><strong>Dati tecnici</strong> (rilevati con <strong>Polar CS400</strong>). Salita da Mazzo di Valtellina al Passo del Mortirolo: lunghezza: 12 km; pendenza media 10,3%; pendenza massima 20%; tempo necessario circa 1h e 30 m. Dislivello totale scalato in ascesa (intero tour) 2095 m. La temperatura a valle era di 25°C.</p>
<p><strong>Esposizione</strong>. La salita al Passo del Mortirolo alterna tratti al sole, soprattutto nella prima metà, a lunghi tratti ombrosi e freschi (tranne gli ultimi 500 m, in pieno sole).</p>
<p><strong>Punti di ristoro</strong>. Si incontrano 2 fonti d’acqua a Mazzo di Valtellina, sulla strada che introduce alla salita al Mortirolo. Una fonte di acqua si trova a 0,5 km dal Passo del Mortirolo, sulla destra, in corrispondenza di un abbeveratoio in pietra. Circa 1 km dopo il passo del Mortirolo, in direzione Trivigno, si incontra un alpeggio con un lungo abbeveratoio in pietra alimentato da una fonte d’acqua freschissima ed eccellente al palato.</p>
<p><strong>Traffico motoristico</strong>. Sulla salita al passo del Mortirolo il traffico è scarso. Dal passo del Mortirolo a Trivigno virtualmente assente. Da Trivigno ad Aprica moderato e da Aprica a Tirano molto sostenuto.</p>
<p><strong>Fondo stradale</strong>. Da Mazzo al Mortirolo è ottimo; dal Mortirolo a Trivigno buono. Da Trivigno ad Aprica discreto (la discesa veloce è possibile, ma con prudenza). Da Aprica a Tirano buono (è possibile la discesa veloce).</p>
<p><strong>Impressioni</strong>. La salita al Mortirolo da Mazzo di Valtellina è probabilmente la salita più tecnica che si possa immaginare: pendenza media superiore al 10% su una lunghezza di oltre 12 km (combinazione praticamente unica); strappi brutali con pendenze superiori al 20% ben intervallati da tratti di alleggerimento al 12-14%; parte più impegnativa collocata al centro, tutta in ombra; equilibrato rapporto tra tornanti e tratte lineari; percorso su un fondo asfaltato pressoché perfetto, sempre sotto i 2000 m di altitudine, in assenza di traffico motoristico.</p>
<p>C’è da scommettere che se si chiedesse a un ciclista esperto che non sia mai stato in Valtellina di disegnare a tavolino la Regina delle Salite, compendio perfetto di tutte le scalate fatte nella sua vita, ebbene, disegnerebbe proprio il Mortirolo. Questa è la ragione per cui ogni anno, centinaia di appassionati vengono da ogni parte d’Italia (e non solo) a misurarsi con questo distillato di perfezione tecnica. La sfida al Mortirolo richiede una preparazione fisica e mentale assolutamente perfetta; il più piccolo errore, la minima distrazione, qui, costa il fallimento.</p>
<p>Lasciato alle spalle il brivido agonistico del Passo, ci si può finalmente rilassare: la via per Trivigno è un paradiso terrestre sospeso a 1850 m di altezza tra la Valtellina (a nord) e la Val di Corteno (a sud). Per 16 km si rimane in assoluta solitudine, immersi in una pineta avvolgente che filtra luci soffuse e delicati profumi di resina e si interrompe con parsimonia solo per dischiudere strabilianti vedute delle valli sottostanti, popolate dagli umani&#8230;</p>
<p>Le pochissime casette di Trivigno sono sparse qua e là in un arioso pianoro i cui prati, dal profilo dolce e ondulato, si spingono fino al margine delle pinete. La discesa verso Aprica, tutta nel bosco, dissipa gradualmente l’incanto, e alla vista dei primi alberghi si è bruscamente richiamati alla propria natura mortale&#8230;</p>
<p><a class="lightbox" title="passo_del_mortirolo_4.jpg" href="http://www.blog.limbiatiorologeria.it/img-orologi-gioielli/2007/11/passo_del_mortirolo_4.jpg" rel="lightbox[pics]"><img class="imageframe imgalignleft" id="image571" height="143" alt="passo_del_mortirolo_4.jpg" src="http://www.blog.limbiatiorologeria.it/img-orologi-gioielli/2007/11/passo_del_mortirolo_4.miniatura.jpg" width="200" /></a></p>
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		<title>Polar CS400 e l&#8217;incubo dell&#8217;Alpe Loccia.</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Nov 2007 07:58:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[In Bici con il Mio Polar!]]></category>

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		<description><![CDATA[
E’l’oscurità di un bosco impenetrabile, nel verde della Valle Strona, la location di questa nuova salita affrontata dal ns.GianLuca e dal Suo inseparabile Polar CS400.
Una salita breve ma micidiale forse mai scalata ma neppure immaginata !
Quando la realtà supera la fantasia e le pendenze sono al limite della praticabilità : non ci si può fermare, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="lightbox" title="alpe-loccia-2.jpg" href="http://www.blog.limbiatiorologeria.it/img-orologi-gioielli/2007/11/alpe-loccia-2.jpg" rel="lightbox[pics]"><img class="imageframe imgalignleft" id="image541" height="149" alt="alpe-loccia-2.jpg" src="http://www.blog.limbiatiorologeria.it/img-orologi-gioielli/2007/11/alpe-loccia-2.miniatura.jpg" width="200" /></a></p>
<p>E’l’oscurità di un bosco impenetrabile, nel verde della Valle Strona, la location di questa nuova salita affrontata dal ns.<a title="Conosciamo il ns.GianLuca!" href="http://www.blog.limbiatiorologeria.it/in-bici-con-il-mio-polar/in-bici-con-il-mio-polar-computer-bike-e-ora-di-conoscerci" target="_blank">GianLuca</a> e dal Suo inseparabile <a title="Scopri il Mondo di Polar Cycling!" href="http://www.limbiatiorologeria.it/productlist.asp?categoria=16&#038;subcat=52" target="_blank">Polar</a> CS400.</p>
<p>Una salita breve ma micidiale forse mai scalata ma neppure immaginata !</p>
<p>Quando la realtà supera la fantasia e le pendenze sono al limite della praticabilità : non ci si può fermare, né tornare indietro ma è la salita a dettare legge !</p>
<p>Una vera oasi di tranquillità e di verde alle pendici del Monte Massone ma nei sogni dei Ciclisti più macabri è un incubo e più che una salita è un test psico-fisico di autodistruzione!</p>
<p>Sconsigliata se non eccezionalmente allenati, suggerita solo se si dispone di una funzionalità cardiorespiratoria perfetta !!</p>
<p><strong>Prelo &#8211; Alpe Loccia</strong></p>
<p><strong>Punteggi</strong>. Difficoltà 9. Valore Paesaggistico: 10.</p>
<p><strong>Equipaggiamento speciale</strong>. Giacca anti-vento per la parte iniziale della discesa. Borracce con capienza totale di almeno 800 ml. Io ho portato anche il mio inseparabile <a title="Il Polar Computer Bike di GianLuca!" href="http://www.limbiatiorologeria.it/product.asp?pid=3695&#038;pg=1&#038;vetrina=" target="_blank">Polar CS400</a>, tarando l’altitudine e azzerando il chilometraggio a Prelo (m. 475 slm).</p>
<p><strong>Rapporti consigliati</strong>. Considerate le pendenze proibitive, questa salita non è consigliabile se non si è eccezionalmente allenati e se non si dispone di un 34 anteriore e di un 30 posteriore (o accoppiata equivalente). Solo chi dispone di una funzionalità cardiorespiratoria perfetta (verificata dal medico) dovrebbe tentare di cimentarsi con l’Alpe Loccia.</p>
<p><span id="more-543"></span>In linea di massima, per fornire un criterio pratico, è preferibile evitare questa salita se non si è in grado di completare la scalata <a title="Scopri questa salita!" href="http://www.blog.limbiatiorologeria.it/in-bici-con-il-mio-polar/polar-cardiofrequenzimetro-sfida-la-salita-dell%e2%80%99alpe-colla" target="_blank">Alpe Colla-Alpe Quaggione</a> in meno di 1 ora.</p>
<p><a class="lightbox" title="cartina-alpeloccia.jpg" href="http://www.blog.limbiatiorologeria.it/img-orologi-gioielli/2007/11/cartina-alpeloccia.jpg" rel="lightbox[pics]"><img class="imageframe imgalignleft" id="image540" height="177" alt="cartina-alpeloccia.jpg" src="http://www.blog.limbiatiorologeria.it/img-orologi-gioielli/2007/11/cartina-alpeloccia.miniatura.jpg" width="200" /></a></p>
<p><strong>Descrizione del percorso</strong>. <em>In automobile</em>. Si raggiunge Gozzano, si seguono le indicazioni per S. Maurizio d’Opaglio e da qui per Omegna. Appena fuori da Alzo, proprio all’altezza del cartello di uscita dal paese, sulla sinistra c’è una piazzola all’ombra in cui si possono parcheggiare 2 automobili.</p>
<p><em>In bicicletta</em>. Si percorre il lungo lago in direzione di Omegna, tra boschi e prati. Giunti a Omegna si segue il lungo lago fino alla chiesa (p.za Beltrami) e da qui si devia a sinistra, in via De Angeli.</p>
<p>Al termine di questa via, dalla disastrosa pavimentazione in porfido, si imbocca via Val Strona, sulla sinistra, seguendo l’indicazione Germagno. A questo punto inizia la salita, con pendenze intorno al 7%. Dopo 4,8 km, a Prelo, proprio all’altezza del cartello di località, sulla destra, si imbocca la deviazione per Chesio (la strada non è segnalata).</p>
<p>Da questo punto la salita si fa più dura, con pendenze tra il 7 e il 14%, fino a Chesio. Attraversato tutto il paese, si supera la chiesetta e si giunge al bivio per Luzzogno (a sinistra, strada sterrata) / Alpe Loccia (a destra, strada asfaltata, transito vietato ai mezzi motorizzati non autorizzati). Si imbocca quindi sulla destra la salita finale per l’Alpe Loccia che si inerpica per 3,5 km in un folto castagneto con pendenze proibitive.</p>
<p>Considerata la difficoltà di questa salita non è consigliabile affrontarla dopo il 10 di settembre per la presenza sull’asfalto di molti detriti (per lo più foglie, rametti, ricci e castagne) che possono ridurre criticamente la presa della ruota posteriore nei tratti più ripidi.</p>
<p><strong>Dati tecnici</strong> (rilevati con Polar CS400). Lunghezza totale della salita (Prelo-Alpe Loccia): km 6; pendenza media: 10,4% (Prelo-Chesio, 2,3 km: 7,5%; Chesio-Alpe Loccia, 3,45 km: 12,7%); pendenza massima: 24%. Tempo necessario: circa 1 ora. La temperatura a valle era di 20°C.</p>
<p><strong>Esposizione</strong>. Da Prelo all’Alpe Loccia la salita è quasi tutta in ombra.</p>
<p><strong>Punti di ristoro</strong>. Lungo il percorso ci sono 4 fonti d’acqua, due a Chesio (nella piazzetta del paese, sulla sinistra e a destra della chiesetta), una al belvedere appena prima dell’Alpe Loccia (fontanella Amici di Chesio), e una all’arrivo all’Alpe Loccia.</p>
<p><strong>Traffico motoristico</strong>. Scarso da Prelo a Chesio, assente da Chesio all’Alpe Loccia (su questa tratta il transito è vietato ai mezzi motorizzati non autorizzati).</p>
<p><a class="lightbox" title="alpe-loccia-1.jpg" href="http://www.blog.limbiatiorologeria.it/img-orologi-gioielli/2007/11/alpe-loccia-1.jpg" rel="lightbox[pics]"><img class="imageframe imgalignleft" id="image542" height="150" alt="alpe-loccia-1.jpg" src="http://www.blog.limbiatiorologeria.it/img-orologi-gioielli/2007/11/alpe-loccia-1.miniatura.jpg" width="200" /></a></p>
<p><strong>Fondo stradale</strong>. Buono da Omegna a Chesio; abbastanza buono da Chesio all’Alpe Loccia (per brevi tratti l’asfalto è moderatamente irregolare; in due punti ci sono canaline trasversali profonde circa 10 cm per il deflusso delle acque). A circa 3,15 km dall’inizio della salita per l’Alpe Loccia, si incontra un breve tratto pianeggiante (circa 100 m) di sterrato (in ottime condizioni; nessun problema per la bicicletta). La discesa veloce dall’Alpe Loccia a Chesio è impossibile, per pendenze proibitive più che per gli accidenti del fondo stradale.</p>
<p><strong>Impressioni</strong>. Un concetto deve risultare subito chiaro: una salita del genere non la si è mai scalata e, in realtà, non la si è mai neppure immaginata.</p>
<p>Forse i ciclisti più macabri possono aver sognato qualcosa di simile in uno dei loro peggiori incubi. Ma in questo caso la realtà supera la fantasia: questa mostruosità, più che una salita, è un test psico-fisico di autodistruzione.</p>
<p>Nella sinistra oscurità di un bosco impenetrabile la strada assume pendenze al limite della praticabilità. Rimanendo in sella la ruota anteriore tende a sollevarsi, mentre nei tratti fuori sella la posteriore tende a slittare se l’asfalto non è perfettamente pulito, rischiando di ridurre la velocità sotto la soglia necessaria a conservare l’equilibrio.</p>
<p>Salendo a meno di 5 km/h ogni minima incertezza può comportare la caduta. A queste velocità, infatti, il tempo per sganciarsi dai pedali è irrisorio, mentre le capacità di reazione sono progressivamente compromesse dall’esaurimento muscolare e dal declino della lucidità mentale.</p>
<p>Non ci si può più fermare, né si può tornare indietro; è la salita a dettare la sua legge: proseguire fino allo sfinimento.</p>
<p><a class="lightbox" title="altimetria-prelo-alpeloccia.jpg" href="http://www.blog.limbiatiorologeria.it/img-orologi-gioielli/2007/11/altimetria-prelo-alpeloccia.jpg" rel="lightbox[pics]"><img class="imageframe imgalignleft" id="image539" height="156" alt="altimetria-prelo-alpeloccia.jpg" src="http://www.blog.limbiatiorologeria.it/img-orologi-gioielli/2007/11/altimetria-prelo-alpeloccia.miniatura.jpg" width="200" /></a></p>
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		<title>Polar CS400 verso il Mottarone da Armeno.</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Oct 2007 05:41:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[In Bici con il Mio Polar!]]></category>

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		<description><![CDATA[
E’ la montagna dei due laghi, uno dei più suggestivi balconi naturali di tutto il Piemonte, capace di regalare un panorama unico che abbraccia sia il Lago Maggiore che il Lago  d&#8217;Orta.
Una montagna speciale, dolce nella fisionomia e maestosa nel posizionamento, avvolta da una natura lussureggiante.
Luogo di iniziazione per generazioni di ciclisti, per lo più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="lightbox" title="orta_dal_mottarone.jpg" href="http://www.blog.limbiatiorologeria.it/img-orologi-gioielli/2007/10/orta_dal_mottarone.jpg" rel="lightbox[pics]"><img class="imageframe imgalignleft" id="image527" height="150" alt="orta_dal_mottarone.jpg" src="http://www.blog.limbiatiorologeria.it/img-orologi-gioielli/2007/10/orta_dal_mottarone.miniatura.jpg" width="200" /></a></p>
<p>E’ la montagna dei due laghi, uno dei più suggestivi balconi naturali di tutto il Piemonte, capace di regalare un panorama unico che abbraccia sia il Lago Maggiore che il Lago  d&#8217;Orta.</p>
<p>Una montagna speciale, dolce nella fisionomia e maestosa nel posizionamento, avvolta da una natura lussureggiante.</p>
<p>Luogo di iniziazione per generazioni di ciclisti, per lo più Novaresi, è la salita che vide anche il passaggio del serpentone rosa del Giro d’Italia e fu scelta, non per nulla, come debutto della collaborazione tra questo <a title="Scopri...in Bici con il Mio Polar!" href="http://www.blog.limbiatiorologeria.it/category/in-bici-con-il-mio-polar/" target="_blank">Blog</a> ed il ns.<a title="Scopri l'iniziativa del ns.GianLuca!" href="http://www.limbiatiorologeria.it/news2.asp" target="_blank">GianLuca</a>.</p>
<p>Una salita molto impegnativa che ci viene riproposta salendo dal versante opposto al precedente racconto : da Armeno anziché Gignese.</p>
<p><strong>Armeno-Mottarone</strong></p>
<p>Punteggi. Difficoltà 8. Valore paesaggistico: 10.</p>
<p><strong>Equipaggiamento speciale</strong>. Giacca anti-vento o impermeabile per la parte iniziale della discesa; zainetto idrico o borracce con capienza totale di almeno 1500 ml (2000 ml se il clima è molto caldo). Io ho portato anche il mio inseparabile <a title="La scheda del CS400!" href="http://www.limbiatiorologeria.it/product.asp?pid=3695" target="_blank">Polar CS400</a>, azzerando il chilometraggio e tarando l’altitudine all’uscita di Armeno (539 m slm).</p>
<p><span id="more-529"></span><br />
<strong>Rapporti consigliati</strong>. In considerazione della lunghezza della salita, dell’ampia esposizione al sole e delle notevoli pendenze della parte iniziale, è preferibile disporre di un 34 anteriore e di un 26 o 27 posteriore (o accoppiata equivalente).</p>
<p><a class="lightbox" title="armeno_mottarone_cartina.jpg" href="http://www.blog.limbiatiorologeria.it/img-orologi-gioielli/2007/10/armeno_mottarone_cartina.jpg" rel="lightbox[pics]"><img class="imageframe imgalignleft" id="image526" height="200" alt="armeno_mottarone_cartina.jpg" src="http://www.blog.limbiatiorologeria.it/img-orologi-gioielli/2007/10/armeno_mottarone_cartina.miniatura.jpg" width="173" /></a></p>
<p><strong>Descrizione del percorso</strong>.<em>In automobile</em>. giunti a Borgomanero si segue la direzione Gozzano / Omegna. All’uscita di Borgomanero si devia a destra per Briga Novarese. Alla rotatoria in uscita da Briga si segue sulla destra l’indicazione per Invorio. Prima di arrivare a Invorio si incontra un bivio (il secondo dopo Briga) con l’indicazione a sinistra per Bolzano Novarese. A Bolzano Novarese si attraversa il paese in direzione di Ameno / Armeno. Appena fuori da Bolzano Novarese, proprio all’altezza del cartello segnaletico di fine località, si incontra sulla sinistra un’ampia e comoda piazzola in cui si può lasciare l’auto.</p>
<p><em>In bicicletta</em>. Lasciato Bolzano Novarese si seguono le indicazioni per Ameno / Armeno. Appena prima di Ameno si incontra un breve strappo al 15% di pendenza, un po’ imbarazzante coi muscoli freddi. Superato Ameno si lambisce Miasino, svoltando a destra per Armeno. La strada è tutta in salita ma non particolarmente impegnativa (pendenza media 5-7%). Superata la deviazione per Pisogno, al primo svincolo sulla sinistra si entra in Armeno e si prosegue verso il centro del paese. Nella piazzetta c’è l’indicazione per il Mottarone. La strada si impenna subito brutalmente raggiungendo, nei pressi di Cheggino, pendenze del 16%. I primi 4 km sono tutti molto impegnativi, con pendenza media del 9,7% e numerosi tratti tra il 14 e il 16%, spesso in pieno sole. Dopo una breve spianata al Santuario della Madonna di Luciago, la strada riprende a salire, ma da qui con pendenze meno drastiche, mediamente tra il 6 e il 12%, con pochi tratti fino al 14%. Negli ultimi 3 km gli alberi scompaiono quasi completamente e la salita deve essere affrontata in pieno sole, con l’aria che comincia a rarefarsi, sopra i 1000 m di altezza.</p>
<p>Per la discesa si seguono le indicazioni per Stresa. Il fondo stradale è a tratti accidentato e preclude le alte velocità. Superata la barriera del pagamento pedaggio (dovuto solo dai mezzi motorizzati; le biciclette sono dispensate), a distanza di poche centinaia di metri si incontra una deviazione sulla destra con l’indicazione Gignese (cartello bianco). Seguendo questa indicazione si giunge alla Via Nuova, che conduce nel centro di Gignese, proprio dinnanzi alla chiesa parrocchiale (se si manca questa deviazione si finisce molto più in basso, all’ingresso del paese, e quindi si deve poi risalire per imboccare la strada del ritorno verso Armeno).</p>
<p>Dalla chiesa Parrocchiale si scende verso la parte bassa del paese e, raggiunta la strada principale, la si imbocca a destra in direzione Armeno. Appena fuori da Gignese inizia una lunga e dolce discesa di 10 km immersa in un paesaggio da favola, descritto nelle scheda delle “<a title="Guarda questa scheda!" href="http://www.blog.limbiatiorologeria.it/in-bici-con-il-mio-polar/polar-bike-computer-%e2%80%93-tra-il-cusio-ed-il-verbano" target="_blank">Terre tra il Cusio e il Verbano</a>&#8220;. Da Armeno si rientra a Bolzano novarese.</p>
<p>Per il rientro tuttavia consiglio una variante rispetto al percorso di andata che fa risparmiare fatica (evita un paio di brusche salite) e regala un panorama sensazionale: prima di entrare in Ameno seguire le indicazioni per Vacciago, sulla destra, e attraversare il paese…Nel piazzale della chiesa una magnifica veduta sull’intero lago d’Orta. All’uscita di Vacciago rientrare seguendo l’indicazione a sinistra per Bolzano Novarese</p>
<p><a class="lightbox" title="orta_da_armeno.jpg" href="http://www.blog.limbiatiorologeria.it/img-orologi-gioielli/2007/10/orta_da_armeno.jpg" rel="lightbox[pics]"><img class="imageframe imgalignleft" id="image528" height="146" alt="orta_da_armeno.jpg" src="http://www.blog.limbiatiorologeria.it/img-orologi-gioielli/2007/10/orta_da_armeno.miniatura.jpg" width="200" /></a></p>
<p><strong>Dati tecnici</strong> (rilevati con Polar CS400). Lunghezza totale della salita da Armeno al Mottarone 11,7 km; pendenza media 7,4%; pendenza massima 18%; tempo necessario circa 1 h e 10 min. Lunghezza dell’intero tour proposto 40 km, con dislivello totale scalato in ascesa di 1198 m. La temperatura a valle era di 25°C.</p>
<p><strong>Esposizione</strong>. La salita presenta numerosi tratti al sole nei primi 4 km, poi prevalentemente all’ombra per 6 km e infine nuovamente in pieno sole per gli ultimi 2-3 km.</p>
<p><strong>Punti di ristoro</strong>. Una fonte d’acqua si trova nella piazzetta di Armeno, sulla destra, quasi di fronte alla via che porta al Mottarone. Lungo la salita si incontrano due fonti d’acqua, la prima a circa 4 km, sulla sinistra, nel piazzale del Santuario della Madonna di Luciago; la seconda dopo 9 km, sulla destra, sul ciglio della strada.</p>
<p><strong>Traffico motoristico</strong>. Da Armeno al Mottarone è scarso, perfino di sabato. Anche su questo versante del Mottarone, addirittura più che sul versante di Stresa, imperversano i motociclisti che utilizzano la salita come una pista (ripercorrendola anche più volte) sfrecciando a velocità inaccettabili e invadendo in curva la corsia opposta.</p>
<p>Nonostante la consuetudine del fenomeno e l’estrema pericolosità per i numerosi turisti in gita nessun controllo della velocità (elettronico o manuale) è previsto lungo il percorso. La Polizia, evidentemente, trova più redditizio elevare contravvenzioni per divieto di sosta nelle tranquille cittadine del litorale…</p>
<p><strong>Fondo stradale</strong>. Da Armeno al Mottarone: assolutamente perfetto.</p>
<p><strong>Impressioni</strong>. La salita al Mottarone è molto impegnativa, soprattutto perché i primi 4 km sono molto ripidi e spesso soleggiati. Il tempo e le energie per godere dei magnifici panorami collinari e sui laghi, a ovest il Cusio, a est il Verbano, soprattutto lungo gli ultimi 3 km di ascesa, sono limitati; tuttavia per i ciclisti meno ossessivi, che non considerano un’onta poggiare i piedi a terra prima dell’arrivo in vetta, una sosta intorno al 9° km consentirà di godere di una vista grandiosa respirando un’aria leggerissima. In vetta al Mottarone (raggiunto il piazzale è necessario proseguire a piedi su un sentiero portando la bicicletta in spalla per circa 200 metri) il panorama è favoloso: le alpi e le prealpi dal Monviso alla Laurasca, al Pizzo del diavolo, con l’imponente massiccio del Rosa a ovest, e gran parte del Lago Maggiore, con la pianura a valle, fino a Milano.</p>
<p><a class="lightbox" title="armeno_mottarone_1.jpg" href="http://www.blog.limbiatiorologeria.it/img-orologi-gioielli/2007/10/armeno_mottarone_1.jpg" rel="lightbox[pics]"><img class="imageframe imgalignleft" id="image525" height="169" alt="armeno_mottarone_1.jpg" src="http://www.blog.limbiatiorologeria.it/img-orologi-gioielli/2007/10/armeno_mottarone_1.miniatura.jpg" width="200" /></a></p>
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		<title>Polar CardioFrequenzimetro sfida la salita dell’Alpe Colla.</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Oct 2007 05:03:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[In Bici con il Mio Polar!]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.blog.limbiatiorologeria.it/in-bici-con-il-mio-polar/polar-cardiofrequenzimetro-sfida-la-salita-dell%e2%80%99alpe-colla</guid>
		<description><![CDATA[
E’una salita sconvolgente quella che mette a dura prova GianLuca ed il Suo fido Polar Computer Bike : il CS400.
Dalle pendenze proibitive tali da stritolare le gambe e paralizzare la mente.
Seppur l’eloquente scritta auguri, posta all’inizio della salita, la sconsigli, nulla si nega al ns. GianLuca…..nemmeno questa nuova sfida !
Sono le curve dell’Alpe Colla, che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="lightbox" title="alpe_colla_3.jpg" href="http://www.blog.limbiatiorologeria.it/img-orologi-gioielli/2007/10/alpe_colla_3.jpg" rel="lightbox[pics]"><img class="imageframe imgalignleft" id="image509" height="122" alt="alpe_colla_3.jpg" src="http://www.blog.limbiatiorologeria.it/img-orologi-gioielli/2007/10/alpe_colla_3.miniatura.jpg" width="200" /></a></p>
<p>E’una salita sconvolgente quella che mette a dura prova <a title="Conosciamo il ns.GianLuca!" href="http://www.blog.limbiatiorologeria.it/in-bici-con-il-mio-polar/in-bici-con-il-mio-polar-computer-bike-e-ora-di-conoscerci" target="_blank">GianLuca</a> ed il Suo fido Polar Computer Bike : il <a title="Scopri questo prodotto!" href="http://www.limbiatiorologeria.it/product.asp?pid=3695" target="_blank">CS400</a>.</p>
<p>Dalle pendenze proibitive tali da stritolare le gambe e paralizzare la mente.</p>
<p>Seppur l’eloquente scritta auguri, posta all’inizio della salita, la sconsigli, nulla si nega al ns. GianLuca…..nemmeno questa nuova sfida !</p>
<p>Sono le curve dell’Alpe Colla, che sembrano disegnate per un ottovolante, e le rampe dell’Alpe Quaggione, tali da indurre più volte il sollevamento della ruota anteriore, il terreno di questa nuova impresa.</p>
<p><strong>Alpe Colla &#8211; Alpe Quaggione</strong> Punteggi. Difficoltà 9. Valore paesaggistico: 9</p>
<p><span id="more-511"></span><strong>Equipaggiamento speciale</strong>. Giacca anti-vento o anti-pioggia per la parte iniziale della discesa. Zainetto idrico o borracce con capienza totale di almeno 1000 ml (1500 ml se il clima è molto caldo). Io ho portato anche il mio inseparabile <strong>Polar CS400</strong>, tarando l’altitudine e azzerando il chilometraggio al bivio per Casale Corte Cerro (m. 300).</p>
<p><strong>Rapporti consigliati</strong>. Considerate le pendenze proibitive, questa salita non è consigliabile se non si è ben allenati e se non si dispone di un 34 anteriore e di un 27 o 28 posteriore (o accoppiata equivalente).</p>
<p><a class="lightbox" title="alpe_colla_2.jpg" href="http://www.blog.limbiatiorologeria.it/img-orologi-gioielli/2007/10/alpe_colla_2.jpg" rel="lightbox[pics]"><img class="imageframe imgalignleft" id="image508" height="128" alt="alpe_colla_2.jpg" src="http://www.blog.limbiatiorologeria.it/img-orologi-gioielli/2007/10/alpe_colla_2.miniatura.jpg" width="200" /></a></p>
<p><strong>Descrizione del percorso</strong>. <em>In automobile</em>. Raggiunta Omegna si seguono le indicazioni per Gravellona Toce. Appena fuori dal centro di Omegna si supera il ponte sul torrente Strona e, da questo punto, si prosegue per 1,5 km fino al bivio per Casale Corte Cerro. Cento metri dopo questo bivio, sulla sinistra, una breve strada in salita conduce al piazzale della vecchia stazione ferroviaria; lungo questa strada, o nello stesso piazzale, si può lasciare l’auto.</p>
<p><em>In bicicletta</em>. Riguadagnata la SS 229 per Gravellona si torna alla deviazione per Casale Corte Cerro e la si imbocca, iniziando la salita. Superata la ferrovia si devia a sinistra seguendo l’indicazione Gattugno (via Monte Mazzone). Poche centinaia di metri e si raggiunge la via San Fermo, che va imboccata sulla destra (in direzione di San Fermo).</p>
<p>Passata la località di San Fermo (401 m slm) si supera, sulla destra, la deviazione per Montebuglio, proseguendo sempre diritto fino a Gattugno (504 m slm). Nella piazzetta del paese si transita alla sinistra del Circolo Operaio, seguendo l’indicazione Alpe Colla. Appena aggirato il caseggiato appare una rampa terrificante, inaugurata da una scritta eloquente: <em>auguri</em>.</p>
<p>Chi ha l’ardire di affrontare il muro iniziale avrà un assaggio immediato della mostruosità di questa devastante salita che in poche centinaia di metri stritola le gambe tra le spire dei propri tornanti e paralizza la mente con una fatica al limite del sostenibile. Le curve dell’Alpe Colla, con pendenze sempre tra il 12 e il 20%, sembrano disegnate per un ottovolante, e le rampe dell’Alpe Quaggione, tra il 14 e il 22%, inducono più volte a sfiorare il sollevamento della ruota anteriore.</p>
<p>Raggiunto il piazzale dell’Alpe Quaggione (dedicato alle Donne nella Resistenza, 1155 m slm) si imbocca la strada sulla sinistra verso il Monte Zuccaro (non c’è indicazione). Dopo 300 m di falsopiano, al bivio terminale che segue la lapide al 40° Anniversario della strada Germagno Quaggione, si svolta a destra (indicazione Cerano, Monte Massone, Poggio Croce; sentiero 10), per l’ultimo chilometro di follia (pendenze fino al 20%), che svela un panorama mozzafiato: il Verbano tra Gravellona e Verbania col delta del Toce.</p>
<p>La discesa veloce dall’Alpe Quaggione a Omegna è impossibile, per le eccezionali pendenze e il fondo stradale a tratti accidentato.</p>
<p><strong>Dati tecnici</strong> (rilevati con <strong>Polar CS400</strong>). Lunghezza totale della salita: km 9,7; pendenza media: 9,7% (Omegna-Gattugno, 3 km: 7,3%; Gattugno-Alpe Quaggione, 6,78 km: 10,7%); pendenza massima: 22%. Dislivello totale scalato in ascesa: 950 m; tempo necessario: 1 ora e 15 m. La temperatura a valle era di 22°C.</p>
<p><strong>Esposizione</strong>. Di pomeriggio, da Omegna a Gattugno si alternano tratti al sole e in ombra; dopo Gattugno la salita è tutta in ombra, e soprattutto lo è in tutti i tratti più impegnativi.</p>
<p><strong>Punti di ristoro</strong>. Lungo il percorso ci sono due fonti d’acqua; la prima a Gattugno, proprio all’inizio della salita per l’Alpe Colla, sul ciglio sinistro della strada; la seconda sul piazzale dell’Alpe Quaggione (l’acqua è fresca e di buona qualità).</p>
<p><strong>Traffico motoristico</strong>. Scarso da Omegna a Gattugno; inesistente da Gattugno all’Alpe Colla; scarso dall’Alpe Colla all’Alpe Quaggione.</p>
<p><strong>Fondo stradale</strong>. Globalmente buono per quasi tutto il tragitto (da Omegna all’Alpe Quaggione); in alcuni tratti l’asfalto è moderatamente accidentato.</p>
<p><a class="lightbox" title="alpe_colla_4.jpg" href="http://www.blog.limbiatiorologeria.it/img-orologi-gioielli/2007/10/alpe_colla_4.jpg" rel="lightbox[pics]"><img class="imageframe imgalignleft" id="image510" height="150" alt="alpe_colla_4.jpg" src="http://www.blog.limbiatiorologeria.it/img-orologi-gioielli/2007/10/alpe_colla_4.miniatura.jpg" width="200" /></a></p>
<p><strong>Impressioni</strong>. Una salita sconvolgente, esoterica, scavata da una forza bruta nel buio di boschi fittissimi, impermeabili alla luce del giorno. Si emerge sulla cima sfigurati dalla fatica, incapaci di capire come sia stato possibile resistere a un simile impatto.</p>
<p>Mano a mano che si recupera lucidità affiorano sempre più nitidi i dettagli di ogni centimetro di quell’asfalto terrificante, e il compiacimento per l’impresa viene rapidamente affievolito dal dubbio di avercela fatta per un puro caso, che non potrà mai più ripetersi.</p>
<p>Così nasce la malattia… l’impulso morboso a ripetere all’infinito la sfida a una delle pochissime salite contro le quali, in partenza, la vittoria va sempre considerata un’eventualità, più che una certezza.</p>
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		<title>Polar Computer Bike in salita verso il Passo del Mortirolo.</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Oct 2007 05:40:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[In Bici con il Mio Polar!]]></category>

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		<description><![CDATA[
Conquistarlo è l&#8217;obbiettivo di ogni ciclista e parlare del Passo del Mortirolo significa evocare gesta ciclistiche eroiche sia di grandi atleti che di normali ciclisti che sono riusciti a domarlo : tra questi il ns.GianLuca che come la maggior parte degli appassionati nel loro piccolo coltivano la sensazione di compiere grandi imprese come quando la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="lightbox" title="passo_del_mortirolo_3.jpg" href="http://www.blog.limbiatiorologeria.it/img-orologi-gioielli/2007/10/passo_del_mortirolo_3.jpg" rel="lightbox[pics]"><img class="imageframe imgalignleft" id="image496" height="158" alt="passo_del_mortirolo_3.jpg" src="http://www.blog.limbiatiorologeria.it/img-orologi-gioielli/2007/10/passo_del_mortirolo_3.miniatura.jpg" width="200" /></a></p>
<p>Conquistarlo è l&#8217;obbiettivo di ogni ciclista e parlare del <strong>Passo del Mortirolo</strong> significa evocare gesta ciclistiche eroiche sia di grandi atleti che di normali ciclisti che sono riusciti a domarlo : tra questi il ns.<a title="Conosciamo GianLuca!" href="http://www.blog.limbiatiorologeria.it/in-bici-con-il-mio-polar/in-bici-con-il-mio-polar-computer-bike-e-ora-di-conoscerci" target="_blank">GianLuca</a> che come la maggior parte degli appassionati nel loro piccolo coltivano la sensazione di compiere grandi imprese come quando la spuntano contro una grande salita alpina come questa !</p>
<p>Dopo la sua scoperta al giro d&#8217;Italia del 1991 è diventata la salita più famosa d&#8217;Italia ed il pensiero va subito a Pantani ed alla Sua grande impresa del 1994!</p>
<p>Una strada ripida e stretta, che collega la Valtellina alla Valcamonica, che permette di attraversare una zona di incantevole dalla bellezza ancora incontaminata.</p>
<p>I suoi numeri parlano chiaro: pendenza media oltre il 10% e punte che sfiorano il 20%.</p>
<p>Negli anni si è cercato di imitarlo e superarlo ma il <strong>Passo del Mortirolo</strong> rimane unico.</p>
<p><strong>Passo del Mortirolo</strong> (da Monno)</p>
<p><strong>Punteggi</strong>. <strong>Difficoltà</strong> 8. <strong>Valore paesaggistico</strong>: 8.</p>
<p><span id="more-495"></span><strong>Equipaggiamento speciale</strong>. Giacca anti-vento per la parte iniziale della discesa (soprattutto se non c’è il sole). Zainetto idrico o borracce con capienza totale di almeno 1500 ml. Io ho portato anche il mio inseparabile <a title="Scopri questo prodotto!" href="http://www.limbiatiorologeria.it/product.asp?pid=3695" target="_blank">Polar CS400</a>, azzerando il chilometraggio e tarando l’altitudine all’altezza della deviazione per Monno sulla SS 42 della Valcamonica (920 m).</p>
<p><strong>Rapporti consigliati</strong>. Questa salita può essere affrontata senza preoccupazioni con un 34 anteriore e un 27 o 28 posteriore (o accoppiata equivalente).</p>
<p><a class="lightbox" title="passo_del_mortirolo_2.jpg" href="http://www.blog.limbiatiorologeria.it/img-orologi-gioielli/2007/10/passo_del_mortirolo_2.jpg" rel="lightbox[pics]"><img class="imageframe imgalignleft" id="image494" height="196" alt="passo_del_mortirolo_2.jpg" src="http://www.blog.limbiatiorologeria.it/img-orologi-gioielli/2007/10/passo_del_mortirolo_2.miniatura.jpg" width="200" /></a></p>
<p><strong>Descrizione del percorso</strong>.<br />
<em>In automobile</em>. Provenendo dalla SS 38 dello Stelvio, tra Sondrio e Tirano si segue la deviazione sulla destra per Aprica (SS 39). Si attraversa tutta Aprica seguendo le indicazioni per Edolo e, appena fuori dalla cittadina si può lasciare l’auto. A questo punto l’inizio della salita dista circa 20 km, 5 dei quali in discesa. Un tragitto adeguato per un po’ di riscaldamento.</p>
<p><em>In bicicletta</em>. Da Aprica si attraversa tutta la Val di Corteno fino a Edolo e ci si immette sulla SS 42 della Val Camonica, seguendo l’indicazione sulla sinistra per Ponte di Legno / Passo del Tonale. Dopo quasi 5 km si incontra sulla sinistra la deviazione per Monno. Da questo punto inizia la salita, dapprima verso Monno (2 km) e quindi con la deviazione verso il Passo del Mortirolo.</p>
<p><strong>Dati tecnici</strong> (rilevati con <strong>Polar CS400</strong>). Salita da Monno (iniziando dalla SS 42, deviazione per Monno) al Passo del Mortirolo: lunghezza: 12,5 km; pendenza media 7,4%; pendenza massima 16%; tempo necessario circa 1h e 15 m. Dislivello scalato 935 m. La temperatura a valle era di 27°C.</p>
<p><strong>Esposizione</strong>. La salita alterna continuamente tratti al sole (più lunghi e frequenti) e tratti all’ombra.</p>
<p><strong>Punti di ristoro</strong>. Si incontra una fonte di acqua a 9,4 km dall’inizio della salita (circa 6 km da Monno) sul ciglio destro della strada.</p>
<p>Traffico motoristico. Fino a Monno il traffico è moderato, mentre da Monno al passo del Mortirolo è scarso.</p>
<p><strong>Fondo stradale</strong>. Ottimo per tutta la salita (la discesa veloce è possibile, ma con prudenza, per le pendenze e i tornanti).</p>
<p><strong>Impressioni</strong>. La salita al Mortirolo dal versante di Monno è più facile rispetto a quella dal versante opposto di Mazzo, ma altrettanto bella paesaggisticamente. Per lunghi tratti scorre fuori dai boschi offrendo una splendida vista sulla Valle del Mortirolo con ampi panorami collinari di un verde folgorante.</p>
<p><a class="lightbox" title="passo_del_mortirolo_1.jpg" href="http://www.blog.limbiatiorologeria.it/img-orologi-gioielli/2007/10/passo_del_mortirolo_1.jpg" rel="lightbox[pics]"><img class="imageframe imgalignleft" id="image493" height="145" alt="passo_del_mortirolo_1.jpg" src="http://www.blog.limbiatiorologeria.it/img-orologi-gioielli/2007/10/passo_del_mortirolo_1.miniatura.jpg" width="200" /></a></p>
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		<title>Polar CS400 Cardiofrequenzimetro – da Cannero a Piancavallo.</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Oct 2007 05:28:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[In Bici con il Mio Polar!]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.blog.limbiatiorologeria.it/in-bici-con-il-mio-polar/polar-cs400-cardiofrequenzimetro-%e2%80%93-da-cannero-a-piancavallo</guid>
		<description><![CDATA[
Vi basterà una semplice ricerca su internet per capire che Piancavallo è per lo più riconosciuta come sede del famoso Istituto Auxologico Italiano dove vengono curati i disturbi del comportamento alimentare associati o meno ad obesità.
Grazie invece al ns.GianLuca ed il Suo fido Polar CS400, il Bike Computer di Polar nato per chi vuole migliorare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="lightbox" title="piancavallo_1.jpg" href="http://www.blog.limbiatiorologeria.it/img-orologi-gioielli/2007/10/piancavallo_1.jpg" rel="lightbox[pics]"><img class="imageframe imgalignleft" id="image486" height="130" alt="piancavallo_1.jpg" src="http://www.blog.limbiatiorologeria.it/img-orologi-gioielli/2007/10/piancavallo_1.miniatura.jpg" width="200" /></a></p>
<p>Vi basterà una semplice ricerca su internet per capire che Piancavallo è per lo più riconosciuta come sede del famoso <strong>Istituto Auxologico Italiano</strong> dove vengono curati i disturbi del comportamento alimentare associati o meno ad obesità.</p>
<p>Grazie invece al ns.<a title="La news dedicata a GianLuca!" href="http://www.limbiatiorologeria.it/news2.asp" target="_blank">GianLuca</a> ed il Suo fido <a title="Scopri questo prodotto!" href="http://www.limbiatiorologeria.it/product.asp?pid=3695" target="_blank">Polar CS400</a>, il Bike Computer di Polar nato per chi vuole migliorare ed analizzare al meglio le proprie performance in bicicletta, scopriamo una località da dove il panorama sull’Alto Verbano diventa magnifico ed esaltante.</p>
<p>Tra la quiete del Lago Maggiore e la serenità delle montagne, salite, misurate in tempo reale grazie alla funzione dell’inclinometro inclusa nel <strong>Polar CS400</strong>, uniformi ed impegnative che alternano spettacolari aperture panoramiche sul Verbano a ripari ristoratrici garantiti da fitte boscaglie rimanendo praticamente soli, tra conifere, betulle, noccioli e faggi, in un silenzio quasi assoluto, nel fresco profumo del sottobosco.</p>
<p><strong>Cannero-Piancavallo</strong></p>
<p><strong>Punteggi.</strong> <strong>Difficoltà</strong> 8. <strong>Valore paesaggistico</strong> 10.</p>
<p><span id="more-485"></span><strong>Equipaggiamento speciale</strong>. Giacca anti-vento per la parte iniziale della discesa. Zainetto idrico o borracce con capienza totale di 1500 ml. Io ho portato anche il mio inseparabile <strong>Polar CS400</strong>, azzerando il chilometraggio a Trobaso e tarando l’altitudine a Verbania (200 m).</p>
<p><strong>Rapporti consigliati</strong>. La salita può essere affrontata con un 34 anteriore e un 24 o 25 posteriore (o accoppiata equivalente).</p>
<p><a class="lightbox" title="cannero_piancavallo_2.jpg" href="http://www.blog.limbiatiorologeria.it/img-orologi-gioielli/2007/10/cannero_piancavallo_2.jpg" rel="lightbox[pics]"><img class="imageframe imgalignleft" id="image484" height="173" alt="cannero_piancavallo_2.jpg" src="http://www.blog.limbiatiorologeria.it/img-orologi-gioielli/2007/10/cannero_piancavallo_2.miniatura.jpg" width="200" /></a></p>
<p><strong>Descrizione del percorso</strong>. <em>In automobile</em>. Provenendo da Gravellona Toce (o dall’autostrada A26) si seguono le indicazioni per Verbania. Prima di entrare in città compare la deviazione a sinistra per Trobaso. Appena entrati in Trobaso, sulla sinistra, c’è un ampio parcheggio, ideale per lasciare l’automobile.<em>In bicicletta</em>. Proprio di fronte al parcheggio c’è la deviazione per Intra / Verbania, che conduce fino al lungolago. Giunti sul lungolago si imbocca a sinistra la pista ciclabile in direzione Oggebbio / Cannero / Cannobio. Lasciando Verbania si prosegue costeggiando il lago per circa 12 km, fino a Cannero. All’ingresso del paese si segue l’indicazione sulla sinistra per Tràrego / Viggiona. A questo punto inizia la salita, che si presenta subito con un breve strappo al 14% di pendenza. Fino a Cheglio si sale in pieno sole, con pendenze sempre intorno al 10% e occasionali punte fino al 15%. A Cheglio si segue l’indicazione sulla destra per Piancavallo; qui la strada si fa un po’ più stretta; le pendenze rimangono intorno all’8-10% con brevi tratti al 16-17%. Raggiunto il Centro Auxologico di Piancavallo si inizia la discesa verso Verbania. A circa 1 km dal Centro Auxologico si devia a destra, seguendo l’indicazione per Aurano / Segletta. Dopo Aurano si costeggia il torrente San Giovanni fino a Ramello e quindi si prosegue per Cambiasca e Trobaso.</p>
<p><a class="lightbox" title="piancavallo_2.jpg" href="http://www.blog.limbiatiorologeria.it/img-orologi-gioielli/2007/10/piancavallo_2.jpg" rel="lightbox[pics]"><img class="imageframe imgalignleft" id="image487" height="134" alt="piancavallo_2.jpg" src="http://www.blog.limbiatiorologeria.it/img-orologi-gioielli/2007/10/piancavallo_2.miniatura.jpg" width="200" /></a></p>
<p><strong>Dati tecnici</strong> (rilevati con Polar CS400). Salita (da Cannero al piazzale agriturismo Alpe Archia): lunghezza 15 km (1 km dei quali in discesa); pendenza media 8.0% (tolto il km in discesa); pendenza massima 17%; tempo necessario 1 ora e 30 minuti circa. Tratto da Cannero al km 11, pendenza media 8,4%. Lunghezza dell’intero tour proposto circa 53 km, con dislivello totale scalato in ascesa di 1700 m. La temperatura a valle (Verbania) era di 25,5°C.</p>
<p><strong>Esposizione</strong>. Nel pomeriggio, il tratto da Cannero a Cheglio è quasi tutto al sole, mentre il tratto da Cheglio a Piancavallo è quasi tutto  in ombra.</p>
<p><strong>Punti di ristoro</strong>. Si incontrano fonti acqua a circa 11 km da Cannero, sul margine destro della strada (in ricordo di Mario Pedroni), con acqua gelida, buonissima; dopo ulteriori 3,5 km (circa 14,5 km da Cannero), sempre sul margine destro della strada, e infine dopo altri 3 km, sulla sinistra del piazzale per l’agriturismo Alpe Archia, al termine della salita.</p>
<p><strong>Traffico motoristico</strong>. Da Cannero a Cheglio è scarso; da Cheglio a Piancavallo è pressoché inesistente.</p>
<p><strong>Fondo stradale</strong>. Ottimo da Cannero a Cheglio; buono da Cheglio a Piancavallo, con qualche occasionale screpolatura dell’asfalto solo negli ultimi km.</p>
<p><strong>Impressioni</strong>. La salita fino a Cheglio è uniforme e impegnativa, anche perché la lussureggiante vegetazione è piuttosto bassa e, se da una parte consente spettacolari aperture panoramiche sul Verbano, dall’altra offre scarso riparo dal sole, che può quindi facilmente lavorare ai fianchi. Dopo Cheglio, però, la strada penetra in una fitta boscaglia ristoratrice che si interrompe solo in pochi tratti. Da questo punto si rimane praticamente soli, tra conifere, betulle, noccioli e faggi, in un silenzio quasi assoluto, nel fresco profumo del sottobosco. La strada vira gradualmente verso l’interno, con pendenze più dolci, percorrendo la costa dei monti Carza, Pian Bello, Cima d’Alpe e Spalavera. Dopo circa 10 km, raggiunto il piano, la vegetazione si riapre improvvisamente presentando un panorama vastissimo che in linea d’aria supera la Val Grande, la Val d’Ossola, l’alta Val Sesia e la Valle Anzasca, prolungandosi fino al massiccio del Rosa. Da ovest, la luce fende la sottile atmosfera, delineando con nitidezza impressionante una scansione di almeno dieci piani montuosi, i cui profili, via via più aspri ed essenziali, si stagliano gli uni sugli altri generando una prospettiva perfetta, di precisione astronomica&#8230; Lo stato di coscienza è interdetto per un istante: lo spettacolo è strabiliante.</p>
<p><a class="lightbox" title="cannero_piancavallo_1.jpg" href="http://www.blog.limbiatiorologeria.it/img-orologi-gioielli/2007/10/cannero_piancavallo_1.jpg" rel="lightbox[pics]"><img class="imageframe imgalignleft" id="image483" height="133" alt="cannero_piancavallo_1.jpg" src="http://www.blog.limbiatiorologeria.it/img-orologi-gioielli/2007/10/cannero_piancavallo_1.miniatura.jpg" width="200" /></a></p>
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		<item>
		<title>Polar Computer Bike &#8211; In salita verso l&#8217;Alpe di Mera.</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Sep 2007 07:49:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[In Bici con il Mio Polar!]]></category>

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		<description><![CDATA[
E’ una salita regolare, ritmica ed impegnativa quella che segna il ritorno di GianLuca e del Suo inseparabile Polar CS400 sul ns.Blog.
Verso l’Alpe di Mera, una piccola frazione del Comune di Scopello, posta in Alta Valsesia ad una altezza di circa 1600 metri.
Conosciuta per lo più per i suoi impianti sciistici, in inverno la si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="lightbox" title="mera_05.jpg" href="http://www.blog.limbiatiorologeria.it/img-orologi-gioielli/2007/09/mera_05.jpg" rel="lightbox[pics]"><img class="imageframe imgalignleft" id="image461" height="148" alt="mera_05.jpg" src="http://www.blog.limbiatiorologeria.it/img-orologi-gioielli/2007/09/mera_05.miniatura.jpg" width="200" /></a></p>
<p>E’ una salita regolare, ritmica ed impegnativa quella che segna il ritorno di <a title="Scopri il ns.GianLuca!" href="http://www.limbiatiorologeria.it/news2.asp" target="_blank">GianLuca</a> e del Suo inseparabile <a title="Ecco il CS400 di Polar!" href="http://www.limbiatiorologeria.it/product.asp?pid=3695" target="_blank">Polar CS400</a> sul ns.Blog.</p>
<p>Verso <a title="Un sito dedicato all'Alpe di Mera!" href="http://www.alpedimera.it/" target="_blank">l’Alpe di Mera</a>, una piccola frazione del Comune di Scopello, posta in Alta Valsesia ad una altezza di circa 1600 metri.</p>
<p>Conosciuta per lo più per i suoi impianti sciistici, in inverno la si raggiunge solo con gli impianti in quanto tutte le stradine sono ricoperte dalla neve, è una autentica oasi di tranquillità da dove si può ammirare il Monte Rosa in tutta la sua maestosità.</p>
<p>E’ la magia di Mera, quella del silenzio, della natura e della serenità, e di una bella salita, dalle pendenze non banali in un crescendo di difficoltà che anche per lunghezza e il poco traffico motorizzato la rendono adatta ad un all’allenamento duro.</p>
<p>Peccato per l’asfalto in condizioni pietose che disturba notevolmente questa ascesa.</p>
<p><span id="more-460"></span><a class="lightbox" title="mera_03.jpg" href="http://www.blog.limbiatiorologeria.it/img-orologi-gioielli/2007/09/mera_03.jpg" rel="lightbox[pics]"><strong><img class="imageframe imgalignleft" id="image462" height="150" alt="mera_03.jpg" src="http://www.blog.limbiatiorologeria.it/img-orologi-gioielli/2007/09/mera_03.miniatura.jpg" width="200" /></strong></a></p>
<p><strong>Scopello &#8211; Alpe Mera</strong></p>
<p><strong>Punteggi</strong>.Difficoltà 8. Valore paesaggistico 5.</p>
<p><strong>Equipaggiamento speciale</strong>. Giacca anti-vento per la parte iniziale della discesa. Zainetto idrico o borracce con capienza totale di 1500 ml (2000 mL se fa molto caldo). Io ho portato anche il mio inseparabile <strong>Polar CS400</strong>, azzerando il chilometraggio e tarando l’altitudine a Balmuccia (560 m).<strong>Rapporti consigliati</strong>. La salita può essere affrontata con un 34 anteriore e un 24 o 25 posteriore (o accoppiata equivalente).</p>
<p><a class="lightbox" title="cartina_mera.jpg" href="http://www.blog.limbiatiorologeria.it/img-orologi-gioielli/2007/09/cartina_mera.jpg" rel="lightbox[pics]"><img class="imageframe imgalignleft" id="image459" height="179" alt="cartina_mera.jpg" src="http://www.blog.limbiatiorologeria.it/img-orologi-gioielli/2007/09/cartina_mera.miniatura.jpg" width="200" /></a></p>
<p><strong>Descrizione del percorso</strong>.<em>In automobile</em>. Si raggiunge Borgosesia costeggiando la sponda ovest del Sesia (in pratica da Gattinara), in modo da non dover attraversare la cittadina. Si segue la tangenziale per Varallo / Alagna. Superato l’abitato di Varallo si prosegue in direzione Alagna fino a Balmuccia. Proprio al bivio per l’ingresso in Balmuccia c’è un comodo parcheggio per lasciare l’auto. La salita per Mera inizia a 7 km da questo punto (quasi tutti in lieve salita), sufficienti per il riscaldamento.</p>
<p><em>In bicicletta</em>. Si segue sempre la SS 299 in direzione di Alagna. Giunti nel centro di Scopello si devia a sinistra seguendo l’indicazione Aple Mera / Seggiovia. Superato il ponte sul Sesia si devia ancora a sinistra e si imbocca la strada per Mera. La salita inizia subito con una rampa all’8% e prosegue piuttosto costante intorno a queste pendenze per alcuni km; nella parte centrale diventa più dura, con parecchi tratti al 12-14%. Superato il casello per il pagamento pedaggio (km 7,2, le biciclette ne sono esentate) le pendenze si placano progressivamente, tornando intorno al 10% fino alla vetta.</p>
<p><strong>Dati tecnici</strong> (rilevati con <strong>Polar CS400</strong>). Salita da Scopello a Mera: lunghezza 9,85 km; pendenza media 8,63%; pendenza massima 16%; tempo necessario circa 1 ora e 5 minuti. Dislivello totale scalato in ascesa 860 m. La temperatura a valle era di 25°C.</p>
<p><strong>Esposizione</strong>. Prevalgono i tratti a cielo aperto; tuttavia la particolare conformazione della valle (e il tempo spesso nuvoloso, anche quando a Varallo c’è pieno sole) fa sì che nel pomeriggio numerosi tratti risultino in ombra.</p>
<p><strong>Punti di ristoro</strong>. Si incontra una fonte d’acqua a Balmuccia (subito dopo la deviazione per Rima dalla SS 299); la fontanella di Scopello eroga acqua non potabile. Lungo tutta la salita per Mera non si trovano ulteriori fonti.</p>
<p><strong>Traffico motoristico</strong>. Da Scopello al casello di pagamento pedaggio è moderato; dopo il casello è scarso.</p>
<p><strong>Fondo stradale</strong>. Nei primi 8 km è gravemente accidentato, con centinaia di buchi e crepe nell’asfalto, e migliaia di rappezzi; ottimo dopo il casello di pagamento pedaggio.</p>
<p><strong>Impressioni</strong>. La salita all’Alpe Mera è regolare, ritmica, impegnativa. Se il fondo stradale non fosse disastroso le sue pendenze, la lunghezza e il poco traffico motorizzato la renderebbero adattissima all’allenamento duro. In effetti però l’asfalto è in condizioni pietose (il peggiore che abbia mai visto su una carrozzabile di questo livello), e l’ascesa ne risulta seriamente disturbata (non parliamo della discesa). Considerato che anche il valore paesaggistico è scarso, questa salita risulta virtualmente priva di attrattive.</p>
<p><a class="lightbox" title="altimetria_mera.jpg" href="http://www.blog.limbiatiorologeria.it/img-orologi-gioielli/2007/09/altimetria_mera.jpg" rel="lightbox[pics]"><img class="imageframe imgalignleft" id="image458" height="171" alt="altimetria_mera.jpg" src="http://www.blog.limbiatiorologeria.it/img-orologi-gioielli/2007/09/altimetria_mera.miniatura.jpg" width="200" /></a></p>
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		<title>Polar Bike Computer – La salita verso Monte San Salvatore</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Sep 2007 07:19:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[In Bici con il Mio Polar!]]></category>

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		<description><![CDATA[
E’ la salita verso il Monte San Salvatore la sfida che vede impegnato il ns.GianLuca ed il Suo inseparabile Polar CS400 : un flash… breve ma potenzialmente… letale.
Strappi che sembrano muri invalicabili ma alla sommità il panorama è spettacolare !!
Immersi in un bel bosco di faggi, avvolti dalla natura intatta, nell’attesa di vedute mozzafiato : [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="lightbox" title="s-salvatore-l-di-varese-e-l-di-monate.jpg" href="http://www.blog.limbiatiorologeria.it/img-orologi-gioielli/2007/09/s-salvatore-l-di-varese-e-l-di-monate.jpg" rel="lightbox[pics]"><img class="imageframe imgalignleft" id="image418" height="120" alt="s-salvatore-l-di-varese-e-l-di-monate.jpg" src="http://www.blog.limbiatiorologeria.it/img-orologi-gioielli/2007/09/s-salvatore-l-di-varese-e-l-di-monate.miniatura.jpg" width="200" /></a></p>
<p>E’ la salita verso il Monte San Salvatore la sfida che vede impegnato il ns.<a title="Conosciamo il ns.GianLuca!" href="http://www.blog.limbiatiorologeria.it/in-bici-con-il-mio-polar/in-bici-con-il-mio-polar-computer-bike-e-ora-di-conoscerci" target="_blank">GianLuca</a> ed il Suo inseparabile <a title="Scopri questo prodotto!" href="http://www.limbiatiorologeria.it/product.asp?pid=3695" target="_blank">Polar CS400</a> : un flash… breve ma potenzialmente… letale.</p>
<p>Strappi che sembrano muri invalicabili ma alla sommità il panorama è spettacolare !!</p>
<p>Immersi in un bel bosco di faggi, avvolti dalla natura intatta, nell’attesa di vedute mozzafiato : in cima affaticati ma pienamente ricompensati dal fantastico panorama e contagiati dal fascino sempre autentico dell&#8217;antico eremo posto alla sommita.</p>
<p>Una salita dalle pendenze proibitive (oltre il 20%), sconsigliata se non ben allenati che ci riserva una visuale unica :  un balcone sul Verbano, su cui sorge anche un  Santuario Benedettino, con un incantevole panorama verso la pianura Novarese e Milanese, dove nelle giornate più terse brilla la Madonnina del Duomo di Milano !</p>
<p><span id="more-416"></span><a class="lightbox" title="monte-san-salvatore.jpg" href="http://www.blog.limbiatiorologeria.it/img-orologi-gioielli/2007/09/monte-san-salvatore.jpg" rel="lightbox[pics]"><strong><img class="imageframe imgalignleft" id="image417" height="200" alt="monte-san-salvatore.jpg" src="http://www.blog.limbiatiorologeria.it/img-orologi-gioielli/2007/09/monte-san-salvatore.miniatura.jpg" width="188" /></strong></a></p>
<p><strong>Monte San Salvatore</p>
<p></strong><strong>Punteggi. </strong>Difficoltà 7,5. Valore paesaggistico: 8.</p>
<p><strong>Equipaggiamento speciale.</strong> Zainetto idrico o borracce con capienza totale di almeno 1500 ml (2000 ml se il clima è molto caldo). Io ho portato anche il mio inseparabile <a title="Scopri l'offerta Polar Cycling!" href="http://www.limbiatiorologeria.it/productlist.asp?categoria=16&#038;subcat=52" target="_blank">Polar</a> CS400, azzerando il chilometraggio e tarando l’altitudine a Briga Novarese (345 m).</p>
<p><strong>Rapporti consigliati.</strong> Considerando le pendenze proibitive, questa salita non è consigliabile se non si è ben allenati e se non si dispone di un rapporto 34 anteriore e almeno 28 posteriore (o accoppiata equivalente).</p>
<p><strong>Descrizione del percorso</strong>.</p>
<p><em>In automobile</em>. giunti a Borgomanero si segue la direzione Gozzano / Omegna. All’uscita di Borgomanero si devia a destra per Briga Novarese. Alla rotatoria in uscita da Briga si segue sulla destra l’indicazione per Invorio. All’uscita di Briga, sulla sinistra, c’è un ampio parcheggio dove è possibile lasciare l’auto.</p>
<p><em>In bicicletta</em>. Lasciata Briga Novarese si seguono le indicazioni per Invorio / Alto Vergante. Raggiunto Invorio si prosegue in direzione di Massino Visconti, passando attraverso Ghevio e Nebbiuno. All’uscita di Massino Visconti, sulla sinistra, si incontra la deviazione per San Salvatore. La strada inizia subito a salire, con un breve strappo al 16%, quindi si assesta intorno al 9-12%, dispiegandosi in gran parte al sole. Dalla frazione Monte le pendenze aumentano drasticamente, superando almeno due volte il 20%. Scendendo da Monte San Salvatore ci si reimmette sulla strada per Gignese e ci si ricollega al tour “<a title="Scopri questo Post!" href="http://www.blog.limbiatiorologeria.it/in-bici-con-il-mio-polar/polar-bike-computer-%e2%80%93-tra-il-cusio-ed-il-verbano" target="_blank">Le terre tra il Cusio e il Verbano</a>&#8221; (descritto in un’altra scheda).</p>
<p><strong>Dati tecnici</strong> (rilevati con Polar CS400). Lunghezza totale della salita a San Salvatore 2,9 km; pendenza media 10%; pendenza massima 21%; tempo necessario circa 20 minuti. Lunghezza dell’intero tour proposto 55 km, con dislivello totale scalato in ascesa di 1255 m. La temperatura a valle era di 27,5°C.</p>
<p><strong>Esposizione</strong>. La salita a Monte San Salvatore è quasi tutta al sole per i primi 2 km, mentre gli ultimi 500 m sono all’ombra.</p>
<p><strong>Punti di ristoro</strong>. Si incontra un’unica fonte di acqua all’ingresso in Gignese, in una piazzola attrezzata per i pic-nic sulla destra, ove sono presenti anche dei bagni.</p>
<p><strong>Traffico motoristico</strong>. Da Briga a Massino Visconti è abbastanza sostenuto. Sulla salita di San Maurizio è moderato.</p>
<p><strong>Fondo stradale</strong>. Buono per tutto il percorso; discreto sulla salita per Monte San Salvatore, con diverse irregolarità e occasionali buche e crepe (la salita è agevole, ma non è possibile la discesa in velocità).</p>
<p><strong>Impressioni</strong>. La salita a Monte San Salvatore è un flash… breve, ma potenzialmente… letale. Alcuni strappi sembrano muri invalicabili e… il sole appanna la mente. Alla sommità il panorama è spettacolare, con una visuale che degrada dalle Alpi alla pianura Padana, dominata dal Verbano, in primo piano, e dai laghi di Varese, di Monate e di Comabbio, visibili per intero.</p>
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