Orologio Seiko Astron GPS SAST023G.

Spazio: ultima frontiera” recitava la celebre frase della voce fuori campo nei telefilm della serie “Star Trek”. Cosa c’entra questo con gli orologi?…di Andrea Job

 

D’istinto si sarebbe portati a pensare che misurare il tempo e viaggiare tra le stelle non abbiano nulla a che fare, eppure se si vuole capire a fondo quanto c’è dietro l’enorme quantità di tecnologia contenuta nell’Orologio Seiko Astron GPS forse è opportuno partire proprio dall’immensità del cosmo e arrivare solo successivamente con calma alla terrestre quotidianità in cui tale orologio verrà presumibilmente utilizzato.

Seiko Astron GPS SAST023G

Seiko Astron GPS SAST023G

 

Il funzionamento

Nel suo nome l’orologio contiene tutto quanto è necessario per distinguersi da qualsiasi altro oggetto che possa anche solo lontanamente arrivare a misurare il tempo, ovvero il GPS.

Per chi non ne fosse ancora a conoscenza, cosa peraltro abbastanza difficile vista l’ormai capillare diffusione dei navigatori satellitari presenti sulle automobili e negli smartphone di ultima generazione, tale acronimo sta per “Global Positioning  System”, ovvero indica quell’insieme di satelliti artificiali di costruzione americana, posizionati in un’orbita attorno alla terra a una distanza di circa 20000 chilometri, dedicati alla localizzazione e al posizionamento dei vari mezzi terrestri dotati di un ricevitore apposito.

Il principio di funzionamento è abbastanza facile: concettualmente ogni apparato GPS contiene un’antenna in grado di captare il segnale di più satelliti contemporaneamente, a loro volta i satelliti su una frequenza prestabilita trasmettono continuamente le stesse informazioni su tutta la superficie della Terra; un GPS non deve fare altro che misurare la differenza di tempo che ci mette tale segnale a provenire da un satellite piuttosto che da un altro e, in base a tale differenza, calcolare la propria posizione.

È sottointeso che la precisione interna dell’orologio che effettua tali differenze deve avere livelli elevatissimi, infatti un errore anche solo di qualche centesimo di secondo si può tradurre – poiché la velocità della luce è attorno ai 300.000 km/s – in centinaia e anche in migliaia di chilometri.

 

Nella pratica

L’Orologio Seiko Astron GPS è un orologio unico, poiché al proprio interno contiene proprio un GPS miniaturizzato che gli permette non solo di conoscere la propria posizione ma anche di garantire una precisione assoluta nella rappresentazione dell’ora corrente.

Poiché nel segnale inviato dallo spazio è presente anche l’informazione relativa all’orario, nell’uso quotidiano all’orologio è sufficiente collegarsi con un solo satellite, ciò che gli garantisce una velocità notevole di sincronizzazione (si parla di pochi secondi) a differenza degli orologi radiocontrollati tramite segnale terrestre che possono impiegare anche diversi minuti.

Qualora però il polso di chi lo indossa dovesse cambiare fuso orario, con la semplice pressione di un pulsante è possibile chiedergli di ricalcolare la propria posizione rispetto al globo e di conseguenza ricavare l’orario corretto relativo alla zona in cui si trova; nel movimento sono memorizzati addirittura 39 fusi orari e sono tenuti in considerazione anche i casi particolari come differenze di orario di mezz’ora e perfino di quarti d’ora, come accade in qualche zona.

Sempre a differenza degli orologi radiocontrollati tradizionali, poiché nel segnale GPS non è contenuta l’informazione relativa al cambio dell’ora da solare a legale e viceversa, tale variazione dev’essere effettuata manualmente, sempre premendo uno dei pulsanti sulla carrure; il vantaggio però dei segnali provenienti dal buio siderale è grande in quanto la ricezione non è confinata a quelle poche (sei) aree del mondo dal diametro massimo di 3000 chilometri dove tali segnali sono trasmessi, bensì è possibile realmente ovunque, dal polo nord al polo sud senza soluzione di continuità, presumibilmente anche fuori dall’orbita terrestre, anche se forse nessuno di noi sarà mai in grado di provarlo.

Orologio Seiko Astron GPS SAST023G

Orologio Seiko Astron GPS SAST023G

 

L’alimentazione

L’utilizzo di un ricevitore radio satellitare comporta un grande dispendio di energia, ma fortunatamente alla Seiko gli ingegneri progettisti hanno pensato bene di equipaggiare il loro Seiko Astron GPS con una batteria ricaricabile alimentata da celle solari.

Si può parlare di movimento perpetuo? No, ma quasi… Il decadimento delle batterie al litio è circa dell’1% annuo; questo implica che il fortunato possessore di un siffatto oggetto – e forse anche i suoi eredi – non farà mai in tempo nella propria vita a vedere “morire” la pila che lo alimenta, per non parlare delle celle solari la cui durata è nettamente superiore.

Vi sono satelliti terrestri lanciati nello spazio siderale nel corso degli anni ’70 che stanno ancora egregiamente funzionando proprio grazie alla debole luce catturata a milioni di chilometri dal sole durante il loro viaggio infinito; ciò fa ben pensare relativamente alla possibile durata non solo teorica ma anche pratica del Seiko Astron GPS.

 

La cassa

Massiccia e imponente, di quasi 50 mm. (48 per la precisione), la cassa è realizzata completamente in acciaio senza badare a spese.

Lo spessore di poco meno di 2 cm. lo rende forse poco adatto a polsi esili e maglie e camicie con maniche strette; probabilmente sotto una tuta spaziale (o forse sopra) farebbe un figurone, ma c’è da scommettere che ben pochi ne hanno una in casa da provare.

Fondello e corona sono avvitati, a garantire doti di impermeabilità fino a 10 atmosfere, ovvero 100 metri di profondità, anche se probabilmente all’orologio sono più consone le profondità dell’universo.

Anche i tre pulsanti per l’azionamento delle varie funzioni sono costruiti in acciaio ma non presentano la sicurezza della vite e sono pertanto azionabili in qualsiasi momento, pur assicurando la giusta tenuta sott’acqua.

Uno degli elementi più spettacolari dell’orologio è costituito dalla splendida lunetta in ceramica azzurra che riporta le abbreviazioni dei nomi delle maggiori città dei 39 fusi orari a cui la mappatura geografica interna fa riferimento; l’eccezionale resistenza del materiale di cui è costituita la rende davvero refrattaria ai graffi e inalterabile nel tempo e contribuisce a fornire una sensazione di avere al polso qualcosa di eterno, o quasi.

Il possente bracciale in acciaio con chiusura di sicurezza a due pulsanti dà una sensazione di grande solidità e ben si sposa con il resto dell’orologio, ma concorre – ovviamente – ad aumentarne il già notevole peso complessivo.

Uno spesso vetro zaffiro con trattamento antiriflesso completa adeguatamente la cassa e protegge il sottostante quadrante senza ostacolarne la visuale.

Astron GPS SAST023G

Astron GPS SAST023G

 

Il quadrante

Uno dei punti di forza dell’Orologio Seiko Astron GPS è la rappresentazione quasi-tridimensionale delle informazioni del quadrante; i diversi livelli su cui si trovano gli elementi principali creano un particolare “effetto profondità” e danno la sensazione che l’orologio sia ancora più spesso di quello che già è.

Come già detto, l’alimentazione è fornita da celle solari ma, a differenza di quanto succede con orologi di altre marche o altri modelli della stessa Seiko, il quadrante non è stato opacizzato per nasconderle e anzi la colorazione scura con riflessi leggermente violacei e qualche sottilissima riga di separazione rende immediatamente palese la loro presenza, peraltro in maniera piacevole e non fastidiosa; anzi, è probabile che il richiamo ai pannelli solari dei satelliti artificiali, delle navicelle spaziali o delle sonde extraterrestri sia stato deliberatamente cercato proprio per aumentare ulteriormente la percezione del forte legame con lo spazio.

Per quanto la tecnologia contenuta nell’orologio sia di altissimo livello, le informazioni rappresentate sono incredibilmente poche, ma la precisione che le caratterizza è difficilmente riscontrabile altrove e chi si infila al polso il Seiko Astron GPS sarà lieto di poter comunicare – a chi glielo chiederà – “solamente” il tempo senza alcuna possibilità di sbaglio.

Ore e minuti sono rappresentate tramite lancette argentate parzialmente scheletrate di ottima fattura, con una leggera copertura luminescente che permette una facile lettura anche di notte.

La lunga lancetta dei secondi invece è colorata in giallo ed ha un piccolo contrappeso a forma di circolo dalla parte opposta della punta, ad affaticare il meno possibile il motore indipendente che la muove.

A ore 6 il quadrantino del secondo fuso orario è basato sulla scala delle 24h e grazie alla lancetta dei minuti – oltre a quella delle ore ovviamente – è in grado di rappresentare il tempo di quelle particolari zone della terra in cui non vi è una differenza esatta di multipli di 60’ (ad es. rispetto all’ora dell’Europa Centrale in India sono avanti di 5 ore e mezza).

Tra le 9 e le 11 un ulteriore quadrantino a forma di fascia semicircolare alloggia una lancetta speciale in grado di fornire diverse informazioni riguardo lo stato di funzionamento dell’orologio, come la carica della batteria, l’utilizzo dell’ora legale piuttosto che quella solare, la modalità aereo, ecc. ecc.

A ore 3 infine si trova la classica finestrella della data; lo spettacolare passaggio da un giorno del mese è garantito da un motore indipendente e senza dubbio aspettare la mezzanotte per assistere al cambiamento dà ai fortunati spettatori emozioni non da poco.

Poiché il segnale ricevuto dai satelliti contiene anche il dato relativo al calendario, il Seiko Astron GPS non richiede alcuna correzione fino all’anno 2100, quando secondo le convenzioni internazionali quello che dovrebbe essere un anno bisestile non seguirà le regole e rimarrà un anno normale, ma è probabile che a nessuno di chi sta leggendo questa recensione possa interessare la lontana scadenza.

Come accennato, l’effetto profondità del quadrante è dato anche dagli indici sovradimensionati, i quali partono dall’esterno fino a quasi proiettarsi idealmente verso il centro, occupando decisamente una larga zona pur senza affollare particolarmente il quadrante.

Il réhaut molto ampio reca la scala delle differenze di orario rispetto all’UTC, ovvero il tempo coordinato universale, quasi coincidente (ma da non confondere) con il GMT, cioè il tempo medio di Greenwich.

Giudizio finale: 10 e lode.

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