Polar CS 400 – Sfida all’Alpe Quaggione.

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E’ il punto di arrivo per tutti gli amanti dei pedali delle Provincia di Novara e del V.C.O.; una salita fantastica, un piatto prelibato per scalatori provetti; una sapiente miscela di strappi dalla brutalità inaudita che ha messo a dura prova il ns.GianLuca ed il Suo inseparabile Polar CS 400.

E’ la salita dell’Alpe Quaggione, nella verde Valstrona, quasi tutta in ombra ed al fresco ed in vetta il panorama è strabiliante : il Verbano si insinua maestoso tra le alpi, accogliendo le acque del Toce, e mostrando alcune delle proprie perle !

Il grado di difficoltà dell’ascesa è elevatissimo, le pendenze sono davvero proibitive ponendola sul podio delle salite più mitiche ed affascinanti.

La sua scalata Ti permette di acquisire un nuovo standard di riferimento e chi riesce a salire quassù senza mettere il piede a terra non ha più alcun timore per nessuna salita al mondo !

Terreno di sfida tra i migliori scalatori piemontesi e lombardi, tanta fatica e sudore sono ricompensati da un panorama mozzafiato e giunti in vetta si è quasi increduli per ciò che si è visto sull’inclinometro del Polar CS400 ed il giorno dopo ci si sveglia con la consapevolezza che qualcosa è cambiato per sempre: nessuna salita potrà mai più fare paura…

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Punteggi. Difficoltà 8,5. Valore paesaggistico: 10

Equipaggiamento speciale. Giacca anti-vento o anti-pioggia per la parte iniziale della discesa. Zainetto idrico o borracce con capienza totale di almeno 1000 ml (1500 ml se il clima è molto caldo). Considerate le pendenze proibitive questa salita non è consigliabile se non si è ben allenati e se non si dispone di un rapporto 34 / 30. Io ho portato anche il mio inseparabile Polar CS400, tarando l’altitudine e azzerando il chilometraggio al bivio di Omegna per Germagno (m. 300).

Rapporti consigliati. Considerate le pendenze proibitive questa salita non è consigliabile se non si è ben allenati e se non si dispone di un 34 anteriore e di un 28 o 30 posteriore (o accoppiata equivalente).

Descrizione del percorso.
In automobile. Si raggiunge Gozzano, si seguono le indicazioni per S. Maurizio d’Opaglio e da qui per Omegna. Appena fuori da Alzo, proprio all’altezza del cartello di uscita dal paese, sulla sinistra c’è una piazzola all’ombra in cui si possono parcheggiare 2 automobili.
In bicicletta. L’intero tour proposto è lungo circa 46 km. Si percorre il lungo lago in direzione di Omegna, tra boschi e prati. Giunti a Omegna si deve diffidare dalle indicazioni per Valstrona, che sono fuorvianti e contraddittorie.

E’ più lineare seguire il lungo lago fino alla chiesa (p.za Beltrami) e da qui deviare a sinistra, in via De Angeli. Al termine di questa via, dalla disastrosa pavimentazione in porfido, si imbocca via Val Strona, sulla sinistra, seguendo l’indicazione Germagno. A questo punto inizia la salita, con pendenze intorno al 7%. Dopo 2 km, in località Canova del Vescovo, si incontra sulla destra la deviazione per Germagno / Alpe Quaggione. La pendenza rimane intorno al 5-8% fino a Germagno, ma appena usciti dal paese la salita mette in guardia chi tenta di sfidarla, inerpicandosi più volte fino al 17%.

Da questo momento, chi osa proseguire non avrà più tregua; sarà trascinato in una lotta titanica, all’ultimo sangue: fino alla fine l’inclinometro mostrerà solo valori a due cifre, e più volte, la prima di esse sarà un 2…E ricordate: raggiunto il piazzale dell’Alpe Quaggione (dedicato alle “Donne nella Resistenza”) non siete ancora arrivati !

La salita prosegue per un ulteriore chilometro verso il Monte Zuccaro. Al piazzale dovete quindi imboccare la via sulla sinistra (non ci sono indicazioni), superare la lapide al “40° Anniversario della strada Germagno Quaggione” e al bivio terminale svoltare a destra, seguendo l’indicazione Cerano, Monte Massone, Poggio Croce (sentiero 10). Al termine della ripida strada asfaltata si apre un panorama mozzafiato.

La discesa veloce è impossibile dall’Alpe Quaggione a Germagno, per le eccezionali pendenze e il fondo stradale non perfetto. Da Germagno invece si può accelerare decisamente, con grande divertimento (la strada non è troppo ripida, il fondo è perfetto e le curve sono dolci; si tiene facilmente testa alle automobili).

Dati tecnici (rilevati con Polar CS400). Lunghezza totale della salita: 8,8 km; pendenza media: 9% (Omegna-Germagno 6,4%; Germagno-Alpe Quaggione 10%); pendenza massima: 22%. Dislivello totale scalato in ascesa (intero tour): 1265 m; tempo necessario: circa 1 ora. La temperatura a valle era di 26°C.

Esposizione. Da Omegna a Germagno si alternano tratti al sole e in ombra; dopo Germagno, la salita è quasi tutta in ombra, e soprattutto lo è in tutti i tratti più impegnativi.

Punti di ristoro. Lungo il percorso ci sono due fonti d’acqua; la prima proprio all’inizio della salita, a circa 1 km dal bivio di Omegna, sul ciglio destro della strada. La seconda sul piazzale dell’Alpe Quaggione (l’acqua è fresca e di buona qualità).

Traffico motoristico. Fino alla deviazione per Germagno il traffico moderato; dalla deviazione a Germagno è scarso e dopo Germagno è quasi inesistente; i tratti più difficili possono essere quindi affrontati in assoluta tranquillità.

Fondo stradale. Ottimo da Omegna a Germagno; buono (per brevi tratti discreto) da Germagno all’Alpe Quaggione.

Impressioni.Una salita fantastica; un piatto prelibato per scalatori provetti; sapiente miscela di strappi dalla brutalità inaudita (18-22%) e brevi tratti più “dolci” (al 9-11%), ideali per evitare le crisi di panico da fatica sovrumana; quasi tutta in ombra, al fresco. In vetta il panorama è strabiliante: il Verbano si insinua maestoso tra le alpi, accogliendo le acque del Toce, e mostrando alcune delle proprie perle: da Feriolo a Verbania a Laveno; proprio di fronte, il Mottarone, massiccio e possente come non lo si è mai visto.

Per le sue pendenze proibitive l’Alpe Quaggione è, dal punto di vista tecnico, la salita più mitica e affascinante del VCO; la sua scalata permette di acquisire un nuovo standard di riferimento, verso cui ogni altra salita deve misurarsi per ambire a una qualche dignità. Giunti in vetta si è quasi increduli per ciò che si è visto sull’inclinometro; il giorno dopo ci si sveglia con la consapevolezza che qualcosa è cambiato per sempre: nessuna salita potrà mai più fare paura…

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2 Commenti a “Polar CS 400 – Sfida all’Alpe Quaggione.”

  1. ale mig scrive:

    io l ho fatta oggi con un mio amico… è davvero dura

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  2. Fa scrive:

    Mega esagerato il 34/30 (non so nemmeno se esiste per le bici da corsa, io ho il 25 come massimo). Me la faccio sempre con il 24.

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