Polar CS400 Cardiofrequenzimetro – da Cannero a Piancavallo.

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Vi basterà una semplice ricerca su internet per capire che Piancavallo è per lo più riconosciuta come sede del famoso Istituto Auxologico Italiano dove vengono curati i disturbi del comportamento alimentare associati o meno ad obesità.

Grazie invece al ns.GianLuca ed il Suo fido Polar CS400, il Bike Computer di Polar nato per chi vuole migliorare ed analizzare al meglio le proprie performance in bicicletta, scopriamo una località da dove il panorama sull’Alto Verbano diventa magnifico ed esaltante.

Tra la quiete del Lago Maggiore e la serenità delle montagne, salite, misurate in tempo reale grazie alla funzione dell’inclinometro inclusa nel Polar CS400, uniformi ed impegnative che alternano spettacolari aperture panoramiche sul Verbano a ripari ristoratrici garantiti da fitte boscaglie rimanendo praticamente soli, tra conifere, betulle, noccioli e faggi, in un silenzio quasi assoluto, nel fresco profumo del sottobosco.

Cannero-Piancavallo

Punteggi. Difficoltà 8. Valore paesaggistico 10.

Equipaggiamento speciale. Giacca anti-vento per la parte iniziale della discesa. Zainetto idrico o borracce con capienza totale di 1500 ml. Io ho portato anche il mio inseparabile Polar CS400, azzerando il chilometraggio a Trobaso e tarando l’altitudine a Verbania (200 m).

Rapporti consigliati. La salita può essere affrontata con un 34 anteriore e un 24 o 25 posteriore (o accoppiata equivalente).

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Descrizione del percorso. In automobile. Provenendo da Gravellona Toce (o dall’autostrada A26) si seguono le indicazioni per Verbania. Prima di entrare in città compare la deviazione a sinistra per Trobaso. Appena entrati in Trobaso, sulla sinistra, c’è un ampio parcheggio, ideale per lasciare l’automobile.In bicicletta. Proprio di fronte al parcheggio c’è la deviazione per Intra / Verbania, che conduce fino al lungolago. Giunti sul lungolago si imbocca a sinistra la pista ciclabile in direzione Oggebbio / Cannero / Cannobio. Lasciando Verbania si prosegue costeggiando il lago per circa 12 km, fino a Cannero. All’ingresso del paese si segue l’indicazione sulla sinistra per Tràrego / Viggiona. A questo punto inizia la salita, che si presenta subito con un breve strappo al 14% di pendenza. Fino a Cheglio si sale in pieno sole, con pendenze sempre intorno al 10% e occasionali punte fino al 15%. A Cheglio si segue l’indicazione sulla destra per Piancavallo; qui la strada si fa un po’ più stretta; le pendenze rimangono intorno all’8-10% con brevi tratti al 16-17%. Raggiunto il Centro Auxologico di Piancavallo si inizia la discesa verso Verbania. A circa 1 km dal Centro Auxologico si devia a destra, seguendo l’indicazione per Aurano / Segletta. Dopo Aurano si costeggia il torrente San Giovanni fino a Ramello e quindi si prosegue per Cambiasca e Trobaso.

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Dati tecnici (rilevati con Polar CS400). Salita (da Cannero al piazzale agriturismo Alpe Archia): lunghezza 15 km (1 km dei quali in discesa); pendenza media 8.0% (tolto il km in discesa); pendenza massima 17%; tempo necessario 1 ora e 30 minuti circa. Tratto da Cannero al km 11, pendenza media 8,4%. Lunghezza dell’intero tour proposto circa 53 km, con dislivello totale scalato in ascesa di 1700 m. La temperatura a valle (Verbania) era di 25,5°C.

Esposizione. Nel pomeriggio, il tratto da Cannero a Cheglio è quasi tutto al sole, mentre il tratto da Cheglio a Piancavallo è quasi tutto  in ombra.

Punti di ristoro. Si incontrano fonti acqua a circa 11 km da Cannero, sul margine destro della strada (in ricordo di Mario Pedroni), con acqua gelida, buonissima; dopo ulteriori 3,5 km (circa 14,5 km da Cannero), sempre sul margine destro della strada, e infine dopo altri 3 km, sulla sinistra del piazzale per l’agriturismo Alpe Archia, al termine della salita.

Traffico motoristico. Da Cannero a Cheglio è scarso; da Cheglio a Piancavallo è pressoché inesistente.

Fondo stradale. Ottimo da Cannero a Cheglio; buono da Cheglio a Piancavallo, con qualche occasionale screpolatura dell’asfalto solo negli ultimi km.

Impressioni. La salita fino a Cheglio è uniforme e impegnativa, anche perché la lussureggiante vegetazione è piuttosto bassa e, se da una parte consente spettacolari aperture panoramiche sul Verbano, dall’altra offre scarso riparo dal sole, che può quindi facilmente lavorare ai fianchi. Dopo Cheglio, però, la strada penetra in una fitta boscaglia ristoratrice che si interrompe solo in pochi tratti. Da questo punto si rimane praticamente soli, tra conifere, betulle, noccioli e faggi, in un silenzio quasi assoluto, nel fresco profumo del sottobosco. La strada vira gradualmente verso l’interno, con pendenze più dolci, percorrendo la costa dei monti Carza, Pian Bello, Cima d’Alpe e Spalavera. Dopo circa 10 km, raggiunto il piano, la vegetazione si riapre improvvisamente presentando un panorama vastissimo che in linea d’aria supera la Val Grande, la Val d’Ossola, l’alta Val Sesia e la Valle Anzasca, prolungandosi fino al massiccio del Rosa. Da ovest, la luce fende la sottile atmosfera, delineando con nitidezza impressionante una scansione di almeno dieci piani montuosi, i cui profili, via via più aspri ed essenziali, si stagliano gli uni sugli altri generando una prospettiva perfetta, di precisione astronomica… Lo stato di coscienza è interdetto per un istante: lo spettacolo è strabiliante.

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